Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 23824/2024 del 04/09/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La lite nasce da una cartella di pagamento emessa per il residuo di un debito tributario riferito a una società già cancellata dal registro delle imprese. La contribuente, già socia della società sino a una certa data, aveva sottoscritto un atto con cui assumeva il debito risultante da PVC, con pagamento rateale, nell’ambito degli istituti deflattivi previsti dal d.lgs. n. 218/1997. Poiché aveva pagato solo in parte, l’Ufficio iscriveva a ruolo il residuo applicando le sanzioni previste dall’art. 8, comma 3-bis, del d.lgs. n. 218/1997. La contribuente impugnava la cartella deducendo: invalidità dell’accollo perché riferito a società già estinta; impossibilità di assumere un debito di soggetto inesistente; necessità della preventiva escussione del debitore originario; illegittimità delle sanzioni perché la norma sanzionatoria sarebbe applicabile solo all’accertamento con adesione e non analogicamente all’adesione al PVC; mancanza di contraddittorio preventivo prima dell’emissione della cartella.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato inammissibili il primo e il terzo motivo per difetto di autosufficienza, perché il ricorso non riportava puntualmente il contenuto dell’atto di accollo, del PVC e dell’invito a comparire. Nel merito, ha comunque ritenuto infondate tutte le censure: la cancellazione della società non impedisce attività istruttoria sui rapporti fiscali, poiché gli ex soci succedono nei rapporti della società estinta; l’atto sottoscritto dalla contribuente, per contenuto e funzione, è riconducibile agli istituti deflattivi del d.lgs. n. 218/1997 e, sul piano civilistico, può essere qualificato come espromissione, non essendo decisiva la denominazione di accollo attribuita dalle parti; non è previsto alcun obbligo di preventiva escussione del debitore originario; l’art. 8, comma 3-bis, del d.lgs. n. 218/1997 ha portata generale nell’ambito della disciplina degli istituti deflattivi e si applica anche all’adesione al PVC; infine, per la cartella emessa in base a tale disciplina non era richiesto un contraddittorio preventivo e, quanto ai tributi armonizzati, non risultava comunque svolta la prova di resistenza. Le spese sono state poste a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 8 l. 27 luglio 2000, n. 212

    non esclude la validità di un atto con cui un terzo assume il debito tributario di una società estinta; non prevede un obbligo di preventiva escussione del debitore originario

  • art. 1272 c.c.

    l'atto può essere qualificato, sul piano civilistico, come espromissione quando un terzo assume spontaneamente il debito altrui verso il creditore

  • art. 1273 c.c.

    l'accollo presuppone un accordo tra debitore e terzo, ma la sua mancanza non travolge l'efficacia dell'atto se questo è qualificabile diversamente

  • art. 2495 c.c.

    la cancellazione della società dal registro delle imprese non estingue in senso assoluto i debiti sociali, ma determina un fenomeno successorio in capo agli ex soci entro i limiti di quanto riscosso

  • art. 366, n. 6, c.p.c.

    il ricorso è inammissibile se non riporta in modo puntuale i documenti e gli atti su cui si fondano le censure

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    norma processuale posta a base dei motivi di violazione e falsa applicazione di legge

  • art. 8, comma 3-bis, d.lgs. n. 218/1997

    si applica in via generale agli istituti deflattivi disciplinati dal decreto e costituisce la norma sanzionatoria per l'inadempimento delle rate successive alla prima

  • art. 13 d.lgs. n. 471/1997

    richiamato come base della sanzione irrogata in misura doppia sul residuo dovuto a titolo di tributo

  • art. 5 d.lgs. n. 218/1997

    disciplina l'invito a comparire e il procedimento deflattivo che può concludersi con adesione ai contenuti dell'invito

  • art. 5-bis d.lgs. n. 218/1997

    regola l'adesione al processo verbale di constatazione, rinviando all'art. 8 per termini e modalità di pagamento

  • art. 8, comma 1-ter, d.lgs. n. 218/1997

    indica il rinvio all'art. 8 per le modalità di pagamento nell'ambito dell'adesione ai contenuti dell'invito a comparire

  • art. 8, comma 3-bis, d.lgs. n. 218/1997

    consente l'iscrizione a ruolo delle residue somme dovute e l'applicazione della sanzione in caso di mancato pagamento di una rata successiva alla prima

  • art. 3 Cost.

    richiamato solo come parametro costituzionale dedotto dalla parte, ma la Corte non ravvisa la violazione

  • art. 53 Cost.

    richiamato solo come parametro costituzionale dedotto dalla parte, ma la Corte non ravvisa la violazione

  • art. 2697 c.c.

    richiamato dalla ricorrente in tema di onere della prova, senza che la Corte ravvisi una sua violazione

  • art. 41-bis d.P.R. 600/1973

    richiamato nell'invito a comparire relativo alla definizione della posizione debitoria

  • art. 54, comma 4, d.P.R. 633/1972

    richiamato nell'invito a comparire relativo alla definizione della posizione debitoria

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    previsto l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • La cancellazione della società dal registro delle imprese non impedisce attività istruttorie e definizioni fiscali sui rapporti tributari pregressi, poiché gli ex soci subentrano nei rapporti della società estinta nei limiti stabiliti dall'art. 2495 c.c.
  • Nella qualificazione degli atti negoziali rileva il contenuto effettivo e la funzione concreta dell'operazione, non il nomen iuris attribuito dalle parti; un atto denominato "accollo" può essere riqualificato come espromissione se un terzo assume spontaneamente il debito altrui verso il creditore.
  • Negli istituti deflattivi del d.lgs. n. 218/1997, l'adesione al PVC o all'invito a comparire produce effetti preclusivi rispetto alla contestazione dell'accordo e fonda l'intangibilità della pretesa definita, salvo i limiti previsti dalla disciplina applicabile.
  • L'art. 8, comma 3-bis, del d.lgs. n. 218/1997 ha portata generale nell'ambito della disciplina degli istituti deflattivi e si applica anche all'adesione al PVC, costituendo la base per l'iscrizione a ruolo delle rate residue e per l'applicazione della sanzione in caso di inadempimento.
  • Il contraddittorio endoprocedimentale non è richiesto in via generale per ogni atto tributario; quando si invochino garanzie derivanti dal diritto dell'Unione per tributi armonizzati, la parte deve comunque allegare e dimostrare la c.d. prova di resistenza.
  • Nel ricorso per cassazione, la censura che investe atti e documenti decisivi è inammissibile se non ne viene riportato puntualmente il contenuto, in ossequio al principio di autosufficienza.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.