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Ordinanza

Ordinanza n. 4697/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento ricorso avverso provvedimento Ministero dell'Interno prot. K10/-OMISSIS- di diniego della cittadinanza

Giustizia amministrativa202300755

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della cittadinanza italiana adottato dal Ministero dell'Interno

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale di diniego della cittadinanza, sostenendo, tra l'altro, che il parere contrario della Prefettura richiamato nel provvedimento sarebbe stato in realtà favorevole, in quanto la richiedente è incensurata. Il TAR, nella camera di consiglio istruttoria convocata nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato, ha rilevato che il Ministero ha depositato il fascicolo procedimentale senza allegare il parere prefettizio richiamato nell'atto impugnato e che la certificazione relativa allo stato di incensuratezza, menzionata dalla ricorrente, non risulta depositata agli atti. La trattazione è stata differita per acquisire tali documenti e verificare la persistenza dell'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione e la corrispondenza e visibilità della documentazione presente sul PAT.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito del ricorso né la domanda di annullamento. Ha disposto, a carico di entrambe le parti, il deposito degli atti indicati in motivazione entro il 22 maggio 2026: il Ministero dovrà depositare il parere contrario della Prefettura richiamato nel provvedimento impugnato, mentre la parte ricorrente dovrà produrre la certificazione alla quale ha fatto riferimento per dimostrare il proprio stato di incensuratezza. Il Collegio ha inoltre disposto il rinvio alla camera di consiglio istruttoria del 27 maggio 2026, precisando l'esigenza di verificare anche la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza e corretta visibilità del fascicolo processuale. È stato disposto l'oscuramento delle generalità della ricorrente ai sensi della normativa sulla protezione dei dati personali.

Norme richiamate

  • art. 46 c.p.a.

    Richiamato quale base per disporre l'acquisizione della documentazione amministrativa rilevante ai fini della decisione.

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento dei poteri istruttori del giudice amministrativo per acquisire il parere prefettizio mancante.

  • art. 72-bis c.p.a.

    Richiamato in relazione al divieto di rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi, nell'ambito della gestione dell'arretrato.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Richiamato, insieme all'art. 72-bis c.p.a., in relazione al divieto di rinvio salvo eccezionali motivi.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati a sostegno della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il provvedimento impugnato richiama un parere amministrativo decisivo ma tale parere non è presente nel fascicolo processuale, il giudice amministrativo può disporne l'acquisizione ai fini della compiuta istruzione della causa.
  • La parte che fonda le proprie deduzioni su una certificazione deve produrla in giudizio; in mancanza, il giudice può disporne il deposito per verificare la fondatezza dell'allegazione.
  • Nella gestione delle udienze di smaltimento dell'arretrato, il giudice può disporre specifici incombenti istruttori e rinviare la trattazione a una successiva camera di consiglio per verificare la completezza del fascicolo e la persistenza dell'interesse a ricorrere.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiIncompetenza

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