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Sentenza

Sentenza del 11/08/2016 n. 16966 - Corte di Cassazione

TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972 - IMPOSTE DI FABBRICAZIONE - ACCERTAMENTO, LIQUIDAZIONE, RISCOSSIONE, ESENZIONI E AGEVOLAZIONI (COLI, GIACENZE DI LAVORAZIONE, PRODOTTI DISTRUTTI, PRODOTTI ESPORTATI) - IN GENERE - Accise - Regime di sospensione - Perdita o distruzione dei prodotti - Abbuono dell'imposta - Condizioni.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l'avviso di pagamento con cui le era stato richiesto il versamento di Euro 2.716.318,14 a titolo di accisa sui tabacchi lavorati sottratti mediante furti e rapine dai propri depositi fiscali negli anni 2002 e 2003. Ha sostenuto, tra l'altro, che tali eventi dovessero essere qualificati come caso fortuito o forza maggiore e che, pertanto, le spettasse l'abbuono dell'accisa previsto dall'art. 5 del D.L. n. 331/1993. Ha inoltre denunciato vizi di ultrapetizione, omessa pronuncia e applicazione retroattiva della normativa successiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarando inammissibili i motivi e ritenendo comunque infondato quello relativo all'abbuono. Ha chiarito che lo svincolo, anche irregolare, dei prodotti dal regime sospensivo costituisce immissione in consumo e rende esigibile l'accisa. L'abbuono è invece previsto soltanto per ammanchi derivanti da perdita o distruzione oggettiva del prodotto, causate da caso fortuito, forza maggiore o dalla natura del bene. Il furto o la rapina determinano soltanto la perdita della disponibilità soggettiva della merce, senza impedirne l'ingresso nel circuito commerciale, e quindi non consentono l'abbuono. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 22.000, oltre alle spese prenotate a debito, nonché al versamento di un ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.L. n. 331/1993, artt. 2 e 5, convertito dalla L. n. 427/1993

    In caso di perdita o distruzione di prodotti soggetti ad accisa che si trovano in regime sospensivo, è concesso l'abbuono dell'imposta quando è provato che la perdita o la distruzione dei prodotti è avvenuta per caso fortuito o per forza maggiore.

    Le disposizioni distinguono tra ammanchi, per i quali può spettare l'abbuono in presenza di perdita o distruzione oggettiva dovuta a caso fortuito o forza maggiore, e svincolo irregolare dal regime sospensivo, che costituisce immissione in consumo e rende comunque esigibile l'accisa.

  • Direttiva 92/12/CEE, artt. 6 e 14

    L'accisa diviene esigibile all'atto dell'immissione in consumo o della constatazione degli ammanchi.

    Lo svincolo irregolare è una forma di immissione in consumo, distinta dagli ammanchi che possono beneficiare dell'abbuono. Le esenzioni per forza maggiore costituiscono deroghe alla regola generale e devono essere interpretate restrittivamente.

  • Direttiva 2008/118/CE, art. 7

    La distruzione totale o la perdita irrimediabile dei prodotti sottoposti ad accisa in regime di sospensione ... non è considerata immissione in consumo.

    La disciplina successiva conferma che l'accisa non è dovuta solo quando il prodotto è oggettivamente inutilizzabile, totalmente distrutto o irrimediabilmente perduto; la mera sottrazione a seguito di furto non è sufficiente.

  • D.Lgs. n. 504/1995, artt. 1, 2 e 4

    Ai fini della presente direttiva, si considera che i prodotti abbiano subito una distruzione totale o una perdita irrimediabile quando sono inutilizzabili come prodotti sottoposti ad accisa.

    Il Testo Unico delle Accise collega l'abbuono all'ammanco e alla perdita irrimediabile o distruzione totale, non allo svincolo irregolare. Per il periodo controverso, tuttavia, la disciplina applicabile ai tabacchi era quella del D.L. n. 331/1993.

  • Codice di procedura civile, art. 112

    La censura di ultrapetizione è inammissibile se la statuizione contestata non arreca un concreto pregiudizio alla parte e non eccede effettivamente i limiti delle domande e delle eccezioni.

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    In caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, il ricorrente deve versare un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, quando ne ricorrono i presupposti.

Massime di principio

  • Nel regime delle accise, occorre distinguere tra ammanco con perdita o distruzione oggettiva del prodotto e svincolo irregolare dal regime sospensivo: solo il primo può consentire l'abbuono, se ricorrono le condizioni previste dalla legge.
  • Il furto o la rapina, anche se imprevedibili e commessi da terzi, normalmente non comportano la perdita oggettiva della merce: il prodotto resta idoneo al consumo e può entrare nel circuito commerciale, quindi l'accisa rimane dovuta.
  • La forza maggiore non opera automaticamente come esimente: deve aver causato la distruzione totale, la dispersione o la perdita irrimediabile del bene, non la semplice perdita della disponibilità da parte del depositario.
  • Le agevolazioni e gli abbuoni in materia di accise sono eccezioni alla regola dell'esigibilità del tributo e devono essere provati dal soggetto che li invoca e interpretati restrittivamente.
  • Le contestazioni processuali, come ultrapetizione o omessa pronuncia, devono indicare un concreto pregiudizio e rispettare l'onere di autosufficienza; in mancanza, possono essere dichiarate inammissibili.

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