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Sentenza

Sentenza n. 14791/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'ottemperanza dell'ordinanza del Tribunale Ordinario di Roma, n.-OMISSIS-, notificata il 14.03.2025 emessa nel giudizio n.-OMISSIS-rg con la quale il Tribunale Ordinario di Roma ha ordinato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e per esso all'Ambasciata d'Italia ad Islamabad, Pakistan, l'immediata fissazione, entro 7 giorni dalla comunicazione del provvedimento, di un appuntamento al fine di formalizzare la richiesta per il rilascio dei visti d'ingresso in favore della moglie -OMISSIS- e dei figli -OMISSIS-, -OMISSIS- e -OMISSIS- (-OMISSIS-), in virtù di nulla osta rilasciati dal SUI di Napoli il 30.08.2021, rispettivamente, n.-OMISSIS-, n.-OMISSIS-, n. -OMISSIS- e n. -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202511606

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata ottemperanza a un'ordinanza del Tribunale ordinario di Roma che imponeva la fissazione di un appuntamento per formalizzare le richieste di visto d'ingresso per la moglie e i tre figli del ricorrente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (richiedente visti)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza nei confronti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad, chiedendo l'esecuzione di un'ordinanza del Tribunale ordinario di Roma notificata il 14 marzo 2025. L'ordinanza aveva imposto all'amministrazione la fissazione, entro sette giorni dalla comunicazione, di un appuntamento per formalizzare le richieste di rilascio dei visti d'ingresso in favore della moglie e dei tre figli del ricorrente, sulla base di nulla osta al ricongiungimento familiare rilasciati dallo Sportello unico per l'immigrazione di Napoli il 30 agosto 2021.

La decisione

Nelle more del giudizio di ottemperanza, l'amministrazione ha rilasciato alla moglie e ai tre figli del ricorrente i quattro visti per ricongiungimento familiare. Il giudice ha ritenuto che il ricorrente avesse così conseguito integralmente il bene della vita perseguito e che il petitum fosse stato integralmente soddisfatto; ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Le spese sono state poste a carico del MAECI secondo il principio della soccombenza virtuale, poiché il rilascio dei visti è intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso. Le spese sono state liquidate in 1.000 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta integrale soddisfazione della pretesa azionata determina la cessazione della materia del contendere.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme all'art. 52 del d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l'amministrazione esegue integralmente il comando giudiziale e soddisfa il bene della vita oggetto della domanda, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La sopravvenuta soddisfazione della pretesa non esclude la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale: se l'amministrazione adempie solo dopo la proposizione del ricorso, le spese possono essere poste a suo carico.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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