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Sentenza

Sentenza n. 5179/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento del provvedimento Cat.n.12B16/Area I Staff 3 OSP, con cui gli è stato confermato il divieto di detenere armi, munizioni e materiale esplodente.

Giustizia amministrativa202403737

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di conferma del divieto di detenere armi, munizioni e materiale esplodente

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto prefettizio del 13 maggio 2024, adottato a seguito della segnalazione del Commissariato di P.S. relativa al suo coinvolgimento in una violenta lite familiare e alla pendenza di procedimenti penali per sostituzione di persona, truffa e abusivismo edilizio, oltre a una condanna per furto aggravato. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione degli artt. 39 e 40 TULPS e dell'art. 698 c.p., nonché eccesso di potere per travisamento dei fatti, erroneità dei presupposti, carenza istruttoria, sviamento, motivazione mancante o perplessa e inadeguatezza della misura. In particolare, ha contestato la valorizzazione di procedimenti penali ancora pendenti e ha invocato una precedente sentenza di non luogo a procedere relativa ai fatti considerati dall'amministrazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ribadito che il divieto di detenzione di armi non presuppone un abuso concreto e accertato delle armi, essendo sufficiente che il soggetto non offra affidamento di non abusarne, sulla base di una valutazione prognostica complessiva riferita alla persona e al contesto familiare e sociale. Il Prefetto dispone di ampia discrezionalità in materia di pubblica sicurezza e il sindacato giurisdizionale è limitato alla verifica di palese illogicità, irragionevolezza, travisamento dei fatti, carenza dei presupposti, istruttoria o motivazione. La valutazione amministrativa dei fatti penalmente rilevanti può prescindere dall'esito del processo penale. Nel caso concreto, la condanna per furto aggravato e la pendenza dei procedimenti per truffa e sostituzione di persona costituivano elementi idonei a fondare il giudizio negativo di affidabilità; la sola condanna per furto può essere valorizzata quale indice di propensione alla violazione delle regole dell'ordinamento, anche se il reato non riguarda direttamente armi o esplosivi. Trattandosi di provvedimento plurimotivato, era sufficiente la legittimità di una sola ragione autonoma a sorreggerlo, rendendo superfluo l'esame delle censure relative agli ulteriori motivi. Il ricorrente è stato condannato alla rifusione delle spese, liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 39 TULPS

    Consente al Prefetto di vietare la detenzione di armi, munizioni e materiale esplodente quando il soggetto non offre sufficiente affidamento di non abusarne; il potere è ampiamente discrezionale e orientato alla tutela dell'incolumità e della sicurezza pubblica.

  • art. 40 TULPS

    Richiamato dal ricorrente nell'ambito delle censure, senza una specifica interpretazione autonoma nella decisione.

  • art. 43 TULPS

    La condanna per furto è annoverata tra le circostanze ostative al rilascio della licenza di porto d'armi; tale previsione conferma che il medesimo fatto può essere valorizzato, nell'ambito dell'art. 39 TULPS, quale indice di inaffidabilità ai fini della detenzione.

  • art. 698 c.p.

    Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate, senza una specifica applicazione nella motivazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, a fondamento dell'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Il divieto prefettizio di detenere armi, munizioni e materiale esplodente non richiede l'accertamento di un concreto abuso delle armi: è sufficiente una valutazione prognostica, sorretta dal criterio del più probabile che non, dalla quale emerga che l'interessato non offre affidamento di non abusarne.
  • La valutazione di affidabilità ai fini della detenzione di armi può fondarsi su una considerazione complessiva della personalità e del contesto familiare e sociale dell'interessato, includendo fatti penalmente rilevanti anche se il relativo procedimento è ancora pendente o si è concluso senza una condanna, purché la valutazione amministrativa sia adeguatamente motivata.
  • Una condanna, anche isolata, per furto può essere valorizzata dal Prefetto quale indice di non piena affidabilità ai fini del divieto di detenzione di armi, pur non riguardando direttamente l'uso o la detenzione di armi.
  • Il sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni prefettizie in materia di armi resta circoscritto alla verifica di palese illogicità, irragionevolezza, travisamento dei fatti, carenza dei presupposti, istruttoria o motivazione; non può sostituirsi alla prognosi discrezionale dell'autorità di pubblica sicurezza.
  • Quando un provvedimento amministrativo è fondato su più ragioni autonome e indipendenti, la legittimità di una sola di esse è sufficiente a sorreggere l'atto e rende superfluo l'esame delle censure rivolte alle altre motivazioni.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaPericolosità sociale e valutazioni di sicurezza
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezza

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