Sentenza n. 5647/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: per l'annullamento del provvedimento di diniego del visto per motivi di studio emesso dall'Ambasciata d'Italia ad Islamabad e datato 07/10/2025, Protocollo n. 16948 - P, notificato in data 17/10/2025 Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 3\3\2026 : del provvedimento di diniego del visto per motivi di studio emesso dall’Ambasciata d’Italia ad Islamabad e datato 22/02/2026, Protocollo n. 2242-P, notificato in data 24/02/2026.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto per motivi di studio del 22 febbraio 2026, adottato in conferma del precedente diniego del 7 ottobre 2025
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il primo diniego del visto per motivi di studio, deducendo violazione di legge ed eccesso di potere. Dopo che il TAR aveva accolto la domanda cautelare e disposto il riesame, e successivamente ne aveva ordinato l'esecuzione, l'Ambasciata ha adottato un nuovo provvedimento di diniego in data 22 febbraio 2026. Il ricorrente lo ha impugnato con motivi aggiunti, deducendo ulteriori profili di violazione di legge ed eccesso di potere. In particolare, ha contestato la valutazione dell'amministrazione circa il rischio migratorio e le effettive finalità del viaggio, sostenendo la coerenza del percorso di studi prescelto con la propria formazione pregressa e la propria capacità reddituale, anche in relazione alle caratteristiche dell'attività di consulente alle vendite quanto a impegno orario e modalità retributive.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il diniego originario era stato sostituito dal nuovo provvedimento adottato all'esito del riesame. Ha invece accolto i motivi aggiunti e annullato il secondo diniego. Il giudice ha ritenuto che la motivazione relativa al rischio migratorio e alle effettive finalità del viaggio non fosse compatibile con gli elementi acquisiti agli atti, valorizzando la evidente coerenza tra il percorso di studi e la formazione pregressa del ricorrente, nonché il rilievo positivo della sua capacità reddituale, considerata anche la natura dell'attività di consulente alle vendite prospettata. Le spese sono state poste a carico dell'amministrazione secondo soccombenza.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando ne ricorrono i presupposti; il TAR ha deciso la controversia in tale forma dopo aver sentito le parti.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- La sopravvenuta adozione, all'esito del riesame disposto in sede cautelare, di un nuovo provvedimento negativo sostitutivo di quello originariamente impugnato determina la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso introduttivo, che deve essere dichiarato improcedibile; il nuovo atto deve essere contestato con motivi aggiunti.
- Il diniego di un visto per motivi di studio è illegittimo quando la motivazione sul rischio migratorio e sulle effettive finalità del viaggio risulti incompatibile con gli elementi istruttori acquisiti, in particolare con la coerenza del percorso di studi rispetto alla formazione pregressa e con una adeguata capacità reddituale del richiedente.
- Nella valutazione della capacità reddituale del richiedente un visto per motivi di studio, l'amministrazione deve considerare anche le caratteristiche concretamente prospettate dell'attività lavorativa o professionale da cui derivano i redditi, comprese le modalità di svolgimento e di remunerazione.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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