Sentenza n. 11844/2026 - Roma, Sezione 3Q
per l'annullamento - del decreto del -OMISSIS- sul sito ufficiale della Polizia di Stato, con cui il Direttore Centrale della Direzione Centrale per gli Affari Generali e le Politiche del Personale della Polizia di Stato ha approvato la graduatoria di merito dei candidati al concorso pubblico, per esame, a 1188 posti da allievo agente della Polizia di Stato, successivamente ampliato a 1938 unità, nella parte in cui pregiudica l''utile collocamento di parte ricorrente; - del giudizio di non idoneità di cui al provvedimento del -OMISSIS-, - del provvedimento, ove già adottato, di esclusione dal concorso ; - di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, comunque lesivo dei diritti e degli interessi della ricorrente; e per il conseguente accertamento del diritto del ricorrente ad essere dichiarato idoneo ai fini concorsuali con ogni statuizione consequenziale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: graduatoria di merito del concorso per allievi agenti della Polizia di Stato, giudizio di non idoneità attitudinale e conseguente esclusione dal concorso
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la graduatoria di merito del concorso pubblico per esame a posti di allievo agente della Polizia di Stato, nella parte in cui ne pregiudicava l'utile collocamento, nonché il giudizio di non idoneità e l'eventuale provvedimento di esclusione. Ha chiesto l'annullamento degli atti e l'accertamento del diritto a essere dichiarato idoneo ai fini concorsuali. Nel corso del giudizio il difensore ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse della parte ricorrente alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione del difensore relativa alla sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Non vi è stata una pronuncia sulla legittimità della graduatoria, del giudizio di non idoneità o dell'eventuale esclusione. Le spese di lite sono state compensate, ritenendo equa tale soluzione in considerazione dell'andamento e dell'esito in rito della vicenda.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Costituisce la base processuale per la definizione del giudizio in rito mediante declaratoria di improcedibilità.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nell'ambito della definizione processuale del ricorso.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, ai fini dell'oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara o fa dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esame del merito delle censure dedotte.
- La sopravvenuta improcedibilità per carenza di interesse non comporta necessariamente la condanna alle spese della parte resistente; il giudice può compensarle quando l'andamento e l'esito in rito della vicenda rendano equa tale soluzione.
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