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Sentenza

Sentenza n. 388/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'ottemperanza da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito a Sentenza n. 524/2024 del Corte d'Appello di L'Aquila - RG RG. 147/2024, avente ad oggetto Bonus Carta del Docente.

Giustizia amministrativa202500341

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata tempestiva esecuzione della sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per quattro annualità

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente beneficiaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila, che le aveva riconosciuto il diritto all'attribuzione della Carta del docente per quattro annualità, per complessivi euro 2.000,00 da accreditare nel borsellino elettronico, oltre accessori e spese di giudizio. Il Ministero si è costituito inizialmente con atto di stile e ha successivamente documentato l'intervenuta esecuzione. La ricorrente ha confermato l'avvenuto adempimento, chiedendo tuttavia la condanna dell'Amministrazione alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, con distrazione in favore del difensore antistatario. Il giudice ha verificato il passaggio in giudicato della sentenza, risultante dalla certificazione di mancata impugnazione, nonché il perfezionamento della notificazione del titolo esecutivo all'Amministrazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni, presupposti dell'azione di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché nel corso del giudizio la pretesa della ricorrente è stata integralmente soddisfatta mediante l'esatta esecuzione del giudicato. Ai soli fini della regolazione delle spese, il Collegio ha esaminato il merito virtuale del ricorso e lo ha ritenuto fondato, in quanto l'Amministrazione ha adempiuto soltanto nel gennaio 2026, diversi mesi dopo la proposizione del ricorso. Ha quindi condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 1.200,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario. È stato altresì ordinato all'autorità amministrativa di eseguire la sentenza.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lettera c), c.p.a.

    La disposizione consente l'azione di ottemperanza per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario.

  • art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    La notificazione del titolo esecutivo all'Amministrazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni costituiscono condizione di procedibilità dell'azione esecutiva nei confronti della pubblica amministrazione.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione adempie integralmente al giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione della pretesa.
  • La sopravvenuta esecuzione del giudicato non impedisce al giudice dell'ottemperanza di esaminare virtualmente la fondatezza del ricorso ai soli fini della regolazione delle spese di lite.
  • Se l'Amministrazione adempie soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, il ritardo nell'esecuzione giustifica la condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, anche quando la domanda principale sia divenuta improcedibile per intervenuta soddisfazione.
  • L'azione di ottemperanza contro una pubblica amministrazione presuppone il passaggio in giudicato del titolo e, ove previsto, la notificazione dello stesso all'Amministrazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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