Cassazione Penale, Sentenza n. 26336/2023 del 19/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato la declaratoria di manifesta inammissibilità (ordinanza 21/11/2022) della propria opposizione al provvedimento del Magistrato di sorveglianza del 21/10/2022. Il Pubblico ministero aveva chiesto la conversione in libertà controllata di una pena pecuniaria di €5.000 inflitta a Luigi Vitale (sentenza definitiva 11/11/2013) e, dopo che il Magistrato aveva dichiarato "non luogo a provvedere" rimettendo gli atti alla Procura per chiedere al giudice dell'esecuzione di pronunciarsi sulla prescrizione, il Procuratore aveva proposto opposizione sostenendo che la pena non si fosse prescritta (avendo ricevuto una cartella di pagamento il 10/04/2017). Il Magistrato di sorveglianza ha dichiarato manifesta inammissibilità l'opposizione con decreto de plano. Il Procuratore ha quindi proposto ricorso per cassazione contestando l'erronea applicazione della legge penale e richiamando orientamenti della Corte secondo cui, ai fini dell'estinzione della pena pecuniaria, rileva il solo momento di inizio dell'esecuzione.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il Magistrato di sorveglianza abbia illegittimamente effettuato una valutazione incidentale sulla prescrizione, materia che compete esclusivamente al giudice dell'esecuzione, e che abbia emesso un decreto de plano in una situazione non manifestamente infondata, dato che il Procuratore aveva allegato elementi che rendevano non manifesta la prescrizione. Per tali ragioni il provvedimento impugnato (ordinanza 21/11/2022) e quello presupposto (ordinanza 21/10/2022) sono stati annullati senza rinvio. La Corte ha inoltre rilevato la nullità assoluta del decreto emesso senza fissazione dell'udienza nei casi in cui la decisione richieda accertamenti di tipo cognitivo, rinviando implicitamente la valutazione della prescrizione al giudice dell'esecuzione e disponendo la trasmissione degli atti per i provvedimenti consequenziali.
Norme richiamate
art. 678, comma 1-bis cod. proc. pen.
Stabilisce che nelle conversioni della pena pecuniaria il Magistrato di sorveglianza procede a norma dell'art. 667, comma 4; indica il modulo procedurale applicabile alla prima fase del procedimento di conversione.
art. 667, comma 4 cod. proc. pen.
Prevede una fase iniziale in cui il giudice provvede senza formalità; tuttavia, l'applicazione estensiva non autorizza il giudice di sorveglianza a decidere questioni sulla prescrizione che richiedono accertamenti di merito riservati al giudice dell'esecuzione.
art. 666, comma 2 cod. proc. pen.
Regola il procedimento di esecuzione e consente in casi di manifesta infondatezza la declaratoria di inammissibilità con decreto de plano; la Corte interpreta che tale potere sia ammesso solo quando la mancanza dei requisiti sia evidente e non richieda valutazioni cognitive o discrezionali.
art. 178 cod. proc. pen.
Norma sulle nullità che la Corte applica per affermare la rilevabilità d'ufficio delle nullità gravi del procedimento (es.: mancanza di contraddittorio quando necessario).
art. 179 cod. proc. pen.
Norma collegata alle nullità che consente la declaratoria della nullità e ne regola gli effetti; la Corte la usa per giustificare l'annullamento senza rinvio del provvedimento viziato.
Massime di principio
- La valutazione sulla prescrizione della pena pecuniaria è di competenza del giudice dell'esecuzione e non può essere sostanzialmente decisa dal magistrato di sorveglianza nell'ambito del procedimento di conversione.
- Il magistrato di sorveglianza può adottare un provvedimento de plano solo quando l'assenza dei requisiti di legge sia manifestamente evidente e non richieda accertamenti o valutazioni di merito.
- Se il ricorrente/opponente allega fatti idonei a rendere non manifesta la questione della prescrizione, il giudice deve fissare l'udienza in camera di consiglio e procedere secondo le regole dell'art. 666 (procedimento di esecuzione), non decidere de plano.
- L'adozione di un decreto de plano che implica accertamenti di fatto o di diritto non manifesti configura nullità assoluta rilevabile d'ufficio e può comportare l'annullamento senza rinvio.
- In situazioni analoghe è consigliabile trasmettere gli atti al giudice dell'esecuzione per la valutazione della prescrizione, evitando che il magistrato di sorveglianza compia decisioni incidentali su materie non di sua competenza.
- Per resistere a una declaratoria di manifesta inammissibilità è determinante allegare elementi fattuali precisi che dimostrino la non manifesta natura della questione e impongano l'istruttoria.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 19 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26274/2023 del 19/06/2023
- Sentenza penale · 19 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26276/2023 del 19/06/2023
- Sentenza penale · 19 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26278/2023 del 19/06/2023
- Sentenza penale · 19 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26279/2023 del 19/06/2023
- Sentenza penale · 19 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26280/2023 del 19/06/2023
- Sentenza penale · 19 giu 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 26281/2023 del 19/06/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →