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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 36510/2021 del 24/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di avviso di irrogazione di sanzioni (IRES, IRAP, IVA) per il periodo 2010, emesso in seguito ad indagine della Guardia di Finanza che aveva ricondotto a Arzillo la gestione di una rete di societa' (Sure S.r.l., Of Course S.p.A., Europe E-Commerce S.r.l., FLB S.r.l./Youbuy.it) finalizzata, secondo l'Amministrazione, all'evasione. Inoltre impugnazione del diniego, da parte dell'Agenzia, della domanda di definizione agevolata delle sole sanzioni senza pagamento, ai sensi dell'art. 6 del d.l. 23/10/2018 n. 119.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto entrambi i ricorsi. Quanto al diniego di definizione agevolata, la Corte ha confermato che la possibilita' di definire gratuitamente le sole sanzioni (art. 6, co.3 d.l. 119/2018) richiede che il rapporto relativo al tributo sia stato effettivamente "definito" ossia estinto o risolto (per esempio tramite pagamento, annullamento o diversa definizione), e non sia sufficiente il solo carattere definitivo di un'iscrizione a ruolo o di un atto impositivo non pagato. Quanto alla controversia sostanziale, la Corte ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto Arzillo amministratore di fatto della Sure S.r.l., società formalmente sammarinese ma di fatto gestita e diretta in Italia (esterovestizione), e pertanto responsabile delle sanzioni; ha ritenuto infondate le censure sulla motivazione e sull'applicazione delle norme che limitano la riferibilita' delle sanzioni alla sola persona giuridica. Il ricorrente e' condannato alle spese di giudizio in Cassazione.

Norme richiamate

  • art. 6, d.l. 23 ottobre 2018, n. 119 (convertito)

    In caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non e' dovuto alcun importo relativo alle sanzioni qualora il rapporto relativo al tributo sia stato definito anche con modalita' diverse dalla presente definizione.

    La Corte interpreta 'definito' come estinzione del rapporto tributario (es. pagamento, annullamento dell'atto, conciliazione), escludendo che basti la mera definitività dell'atto impositivo o l'iscrizione a ruolo non pagata.

  • art. 11, d.lgs. n. 472/1997

    Prevede responsabilita' solidale delle persone fisiche e giuridiche coinvolte; la Corte conferma l'applicazione se la persona fisica ha agito nell'interesse dell'ente, salvo che la condotta sia esclusivamente nel proprio interesse del singolo, situazione che puo' escludere l'applicazione dell'art. 7 d.l. 269/2003.

  • art. 7, d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (conv. l. 326/2003)

    Introduce la regola di riferibilita' delle sanzioni alla persona giuridica; la Corte ricorda che tale deroga alla responsabilita' personale si applica solo se la violazione e' riconducibile all'interesse e vantaggio della societa'.

  • art. 73, comma 3, d.lgs. n. 917/1986 (TUIR)

    Definizione di residenza fiscale delle societa' anche con riferimento alla sede dell'amministrazione o della gestione effettiva; la Corte usa questo principio per valutare l'esterovestizione.

  • art. 16, d.lgs. n. 472/1997 (comma 7 richiamato)

    Regole sul contenuto e motivazione dell'atto sanzionatorio; il Collegio ha ritenuto infondate le doglianze sulla presunta mancanza di motivazione dell'atto e della decisione di merito.

  • art. 2, comma 2, d.lgs. n. 472/1997

    Principio di responsabilita' personale dell'autore della violazione; la Corte ne discute in relazione all'applicabilita' all'amministratore di fatto.

Massime di principio

  • La definizione agevolata gratuita delle sole sanzioni richiede che il rapporto tributario originario sia stato effettivamente definito ed estinto (pagamento, annullamento, conciliazione o altra definizione); la mera definitività dell'atto (es. iscrizione a ruolo definitiva senza pagamento) non e' sufficiente.
  • La nozione di 'definito' e quella di 'definitivo' non sono sinonime in materia di definizioni agevolate: bisogna verificare l'effettiva estinzione dell'obbligazione tributaria.
  • In caso di presunta esterovestizione, il criterio decisivo e' la sede effettiva della direzione e gestione (place of effective management); se le decisioni vengono adottate e l'attivita' e' svolta in Italia la societa' puo' essere fiscalmente ritenuta italiana nonostante la sede legale all'estero.
  • L'amministratore di fatto puo' essere ritenuto responsabile direttamente delle sanzioni se e' dimostrabile che ha effettivamente diretto e beneficiato delle operazioni; l'esistenza di societa' schermo non impedisce l'addebito al soggetto fisico.
  • L'art. 7 del d.l. 269/2003, che attribuisce la responsabilita' alle sole societa', non opera se la persona fisica ha agito nel proprio esclusivo interesse; la valutazione e' fattuale e puo' legittimare l'addebito diretto al soggetto fisico.
  • Il diniego della definizione agevolata e' impugnabile (anche in Cassazione, se la lite e' in fase di legittimita'); la questione sul diniego puo' essere decisa collegata alla controversia principale e assume carattere pregiudiziale rispetto all'atto impositivo.
  • Censure sulla motivazione del giudice di merito richiedono dimostrare che la motivazione sia formalmente insufficiente o che il percorso argomentativo non renda percepibile il fondamento della decisione; l'adesione motivata alla valutazione probatoria della Guardia di Finanza e la rappresentazione dei fatti possono essere ritenute adeguate.

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