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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42778/2024 del 21/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte di Cassazione del 11/06/2024 deducendo un "errore di fatto": sostengono che, consultando il portale telematico e la Cancelleria, l'udienza risultava rifissata al 1° ottobre 2024 e perciò, avendo richiesto la trattazione orale, non si sono presentati all'udienza del 11 giugno 2024. Contestano dunque che la trattazione alla data dell'11 giugno abbia violato il loro diritto di difesa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Richiamando il principio delle Sezioni Unite, ha affermato che l'errore di fatto sussiste solo se la causa dell'errore non è riconducibile a una mera fuorviata rappresentazione percettiva. Il Collegio ha esaminato gli atti e ricostruito la cronologia (fissazione iniziale 24/04/2024 per il 1/10/2024; anticipazione il 26/04/2024 dell'udienza all'11/06/2024; avviso alle parti il 26/04/2024; richiesta di trattazione orale il 17/05/2024) e ha ritenuto irrilevante la discrepanza risultante sul portale telematico, poiché esisteva formale avviso per l'udienza dell'11/06/2024. Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 alla cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Sentenza Sezioni Unite n. 18651 del 26/03/2015 (Moroni)

    "in tema di ricorso straordinario, l'errore di fatto sussiste soltanto qualora la causa dell'errore non sia identificabile esclusivamente in una fuorviata rappresentazione percettiva."

    La Corte ha applicato questo principio per escludere che la discrepanza riscontrata sul portale costituisse un errore di fatto idoneo a giustificare il ricorso straordinario; è necessaria una causa dell'errore non meramente percettiva.

  • Art. 625-bis cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata quale titolo del ricorso straordinario proposto; disciplina i termini e le modalità del ricorso per errore di fatto alla Corte di Cassazione.

  • Art. 616 c.p.p.

    Norma che consente di condannare la parte privata al pagamento delle spese e, se ricorrono profili di colpa, al pagamento alla cassa delle ammende; la Corte l'ha applicata per irrogare la sanzione di €3.000,00.

  • Sentenza Sez.1, n. 8521 del 09/01/2013 (Chahid)

    Usata a supporto del principio per cui la Corte, in sede di ricorso straordinario, può esaminare direttamente gli atti e valutare l'integrazione della violazione denunziata, esercitando una funzione di giudice del fatto processuale.

Massime di principio

  • La discrepanza tra informazioni reperibili sul portale telematico e gli avvisi formali non garantiti dalla cancelleria non è di per sé sufficiente a configurare un errore di fatto rilevante: è determinante verificare la documentazione ufficiale e la cronologia degli atti.
  • In un ricorso straordinario per errore di fatto (art. 625-bis c.p.p.) l'onere probatorio è elevato: bisogna dimostrare che l'errore non sia solo una percezione fuorviante ma abbia una causa obiettiva idonea a incidere sulla regolarità del processo.
  • Se si riceve notizia discordante su una data d'udienza (portale vs. avvisi ufficiali), è opportuno ottenere conferma scritta dalla cancelleria e, in caso di dubbio, partecipare all'udienza o chiedere tempestivamente rinvio/clarificazione per evitare decadenze o contestazioni sulla presenza.
  • La Corte può esaminare direttamente gli atti per ricostruire la sequenza processuale: le comunicazioni formali inserite nel fascicolo (date di fissazione, avvisi, richieste di trattazione orale) hanno peso decisivo.
  • Ricorsi ritenuti infondati o manifestamente inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (cassa delle ammende); valutare il merito sostanziale e probatorio prima di proporre un ricorso straordinario.

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