Cassazione Penale, Sentenza n. 47413/2022 del 15/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Bari che ha confermato la custodia cautelare in carcere applicata dal 18/10/2021 per gravi indizi di falsità in atto pubblico aggravata da finalità di agevolazione mafiosa e corruzione aggravata. Il ricorrente deduceva come fatto nuovo le proprie dimissioni dal rapporto di impiego comunale e censurava l'omessa valutazione comparativa sull'adeguatezza di una misura meno afflittiva (arresti domiciliari), contestando la motivazione del Tribunale che si era limitato a ribadire il pericolo di reiterazione senza esaminare in concreto perché gli arresti domiciliari sarebbero inidonei a contenerlo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha confermato che il Tribunale ha valutato correttamente il profilo della permanenza delle esigenze cautelari in base alla storia di rapporti con esponenti di malavita e condotte pregresse, ma ha censurato l'omessa valutazione sull'adeguatezza comparativa della misura meno afflittiva alla luce del novum (cessazione del rapporto di impiego). Ha quindi annullato l'ordinanza limitatamente al profilo dell'adeguatezza della misura cautelare e ha disposto il rinvio per nuovo esame al Tribunale di Bari; ha respinto il ricorso per il resto.
Norme richiamate
art. 310 cod. proc. pen.
Procedura con cui il Tribunale di Bari ha adottato l'ordinanza impugnata; contesto procedurale dell'esame cautelare.
art. 416 bis cod. pen.
Norma sul concorso esterno e associazione di tipo mafioso citata nel testo come riferimento all'ambito dei reati di mafia; nel caso si osserva che il ricorrente non risponde direttamente di tale reato.
art. 274 lett. c) cod. proc. pen.
Richiamata la modifica normativa che ha introdotto la nozione di "attualità" del pericolo di reiterazione in aggiunta alla "concretezza"; la Corte interpreta le due espressioni come endiadi e ritiene che l'attualità sia insita nella concretezza, richiamando la necessità di fondare la prognosi su elementi storici e attuali.
art. 203 cod. pen.
Richiamato quale schema logico per il giudizio prognostico sulla pericolosità, dove la componente storica (condotte pregresse e modalità) alimenta la valutazione sul rischio futuro.
art. 275 cod. proc. pen.
Richiamato il principio che la scelta della misura cautelare deve valutare il "grado" delle esigenze cautelari; la sentenza sottolinea però che oltre al grado è necessario valutare l'adeguatezza concreta della misura rispetto al tipo di pericolo.
art. 309 co.7 c.p.p.
Norma richiamata per indicare la competenza del Tribunale di Bari a riesaminare la questione dopo l'annullamento parziale disposto dalla Cassazione.
Massime di principio
- Quando sopravviene un fatto nuovo (es. cessazione del rapporto di lavoro) che può ridurre le occasioni concrete di reiterazione del reato, il giudice deve valutare non solo la persistenza del pericolo ma anche l'adeguatezza comparativa di misure meno afflittive rispetto alla custodia cautelare in carcere.
- La nozione di "attualità" del pericolo, introdotta dalla riforma, non è distinta dalla "concretezza" ma rafforza l'obbligo di fondare la prognosi su elementi storici e presenti che rendano ragionevole la probabilità di reiterazione.
- La decisione sulla misura cautelare richiede un giudizio concreto e comparativo: non basta affermare il grado della pericolosità, occorre motivare perché gli arresti domiciliari (eventualmente con prescrizioni) sarebbero inadeguati a contenere il rischio, sulla base di elementi fattuali specifici.
- L'adeguatezza degli arresti domiciliari può essere esclusa solo se emergono indicatori concreti di inaffidabilità del soggetto a osservare i limiti imposti o particolari condizioni del domicilio che rendono impossibile contenere il rischio (es. conflittualità familiare, assenza di luogo idoneo).
- La semplice appartenenza o il ruolo svolto in passato non giustificano automaticamente la custodia carceraria: è necessaria un'analisi delle modalità delle condotte pregresse e dei rapporti attuali che giustifichino la previsione di reiterazione.
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