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Sentenza

Sentenza n. 104/2026 - Bolzano, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500257

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TRGA Bolzano, Sez. AutonomaSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell’istanza di assegnazione di quattro posti letto per l’esercizio dell’attività di affittacamere, disposto con ordinanza sindacale e conforme deliberazione della giunta comunale, nonché graduatoria finale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato gli atti con cui il Comune aveva respinto la domanda di assegnazione di complessivi quattro posti letto per l’esercizio dell’attività di affittacamere ai sensi della legge provinciale n. 12/1995. Il testo non specifica i singoli vizi di legittimità dedotti. Nel corso del giudizio il Comune ha adottato un nuovo decreto sindacale, conforme a deliberazione della giunta, accogliendo l’istanza e assegnando i posti letto richiesti. Le parti hanno concordato sulla sopravvenienza della definizione amministrativa della vicenda, permanendo il contrasto soltanto sulle spese di lite.

La decisione

Il Tribunale ha ritenuto che non ricorressero i presupposti per dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., perché l’accoglimento dell’istanza è intervenuto successivamente e con uno sfasamento temporale rispetto a quanto originariamente domandato; pertanto, l’interesse azionato non è stato integralmente soddisfatto nei termini iniziali. Ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state compensate per la novità delle questioni trattate; nulla è stato disposto per le spese della parte non costituita.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Qualora nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta, il giudice dichiara cessata la materia del contendere

    La cessazione della materia del contendere presuppone una sopravvenienza amministrativa integralmente satisfattiva della pretesa azionata; tale presupposto non ricorre quando il bene della vita sia attribuito con uno sfasamento temporale rispetto a quanto richiesto.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nel corso del giudizio, viene meno l’utilità concreta e attuale della decisione giurisdizionale, senza che vi sia stata piena soddisfazione della pretesa originaria tale da determinare la cessazione della materia del contendere.

  • l.p. n. 12/1995

    La domanda amministrativa riguardava l’assegnazione di posti letto per l’esercizio dell’attività di affittacamere; il testo non specifica ulteriori profili interpretativi della disciplina.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere richiede che l’attività amministrativa sopravvenuta soddisfi integralmente la pretesa fatta valere in giudizio; non è sufficiente il riconoscimento del bene della vita se questo interviene con uno sfasamento temporale rispetto alla domanda originaria.
  • Quando la sopravvenienza amministrativa fa venir meno l’interesse concreto e attuale alla decisione, ma non integra una piena soddisfazione della pretesa originaria, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, non per cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieTurismo e strutture ricettiveEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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