Cassazione Penale, Sentenza n. 34381/2022 del 16/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Milano che ha applicato gli arresti domiciliari a carico dell'indagato per i reati indicati (art. 512-bis c.p. e art. 8 D.Lgs. n. 74/2000), deducendo plurimi vizi di motivazione: contestazione della qualificazione di "amministratore di fatto" e della sussistenza delle esigenze cautelari, nonché diversa lettura delle intercettazioni e dei gravi indizi di colpevolezza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi non consentiti e per mancanza della specificità richiesta dagli artt. 581, comma 1, e 591, comma 1, lett. c), c.p.p., ritenendo le doglianze meramente ripetitive di censure già esaminate e correttamente respinte dal Tribunale. La memoria sottoscritta dall'indagato non è stata esaminata per essere stata redatta personalmente (violazione della normativa sul deposito di memorie in Cassazione). La Corte ha confermato che le valutazioni di fatto (interpretazione delle intercettazioni e attribuzione della qualifica di amministratore di fatto) sono rimesse al giudice del merito e insindacabili in sede di legittimità se sorrette da motivazione logica e congrua; ha altresì richiamato che, a prescindere dalla qualifica di amministratore di fatto, esistono valutazioni alternative (concorso ex art. 110 c.p. e funzione della società MCF come schermo fittizio) che giustificano comunque i gravi indizi. Per l'inammissibilità totale del ricorso, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020
Riferimento formale alla procedura seguita nel processo (modalità di svolgimento previste dalla normativa di emergenza); la Corte prende atto della forma procedurale adottata.
art. 310 c.p.p.
Richiamato in relazione all'intervento del Pubblico Ministero in appello che ha determinato l'adozione dell'ordinanza cautelare da parte del Tribunale.
artt. 581, comma 1, e 591, comma 1, lett. c), c.p.p.
Norme che disciplinano i motivi ammissibili in cassazione: la Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile perché proposto per motivi non consentiti e privi della specificità richiesta, essendo ripetitive di censure già esaminate dal giudice del merito.
art. 613, comma 1, c.p.p. e art. 1, comma 63, legge 23/06/2017 n. 103
La riforma richiede che le memorie difensive in Cassazione siano redatte da difensori iscritti nell'albo speciale; la memoria sottoscritta personalmente dall'indagato è, perciò, inammissibile e non esaminabile.
art. 2639 cod. civ.
"al soggetto formalmente investito della qualifica o titolare della funzione prevista dalla legge civile è equiparato sia chi è tenuto a svolgere la stessa funzione, diversamente qualificata, sia chi esercita in modo continuativo e significativo i poteri tipici inerenti alla qualifica o alla funzione. Fuori dei casi di applicazione delle norme riguardanti i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, le disposizioni sanzionatorie relative agli amministratori si applicano anche a coloro che sono legalmente incaricati dall'autorità giudiziaria o dall'autorità pubblica di vigilanza di amministrare la società o i beni dalla stessa posseduti o gestiti per conto di terzi"
La Corte ha richiamato la definizione normativa di "amministratore di fatto" per confermare che la qualifica si accerta sulla base dell'esercizio continuativo e significativo di poteri tipici gestori; non è necessario esercitare tutti i poteri, ma va valutata la rilevanza e la continuità delle funzioni svolte.
art. 110 c.p.
Richiamato per valutare il concorso nel reato: la Corte e il Tribunale hanno ritenuto che, anche in alternativa all'attribuzione della qualifica di amministratore di fatto, sussistano gravi indizi di concorso pienamente consapevole dell'indagato nelle condotte illecite dei correi.
art. 8 D.Lgs. n. 74 del 2000
Norma sostanziale contestata (reato tributario) tra quelle alla base dell'ordinanza; la Corte ne prende atto nel quadro complessivo degli addebiti e degli indizi valutati dal Tribunale.
art. 512-bis c.p.
Norma sostanziale citata nell'ordinanza come capo d'imputazione; la Corte valuta la correttezza della qualificazione giuridica nel contesto degli indizi e della posizione dell'indagato.
artt. 216 e 223 legge fallimentare
Richiamati dalla giurisprudenza citata sul tema dell'amministratore di fatto; la Corte conferma il principio che la responsabilità penale, anche in materia fallimentare, si valuta sulla base delle funzioni effettivamente esercitate.
art. 616 c.p.p.
Norma applicata per la condanna alle spese e per l'irrogazione della sanzione pecuniaria a carico del ricorrente per avere proposto un ricorso giudicato totalmente inammissibile per colpa.
Massime di principio
- In Cassazione non è consentito riproporre in termini meramente riformulativi le stesse doglianze già affrontate e respinte dal giudice del merito; il ricorso deve sollevare motivi ammessi e con la specificità richiesta dagli artt. 581 e 591 c.p.p.
- Le memorie difensive depositate in Cassazione devono essere redatte da difensori iscritti nell'albo speciale; le memorie sottoscritte personalmente dall'indagato sono inammissibili, e un imputato-avvocato non può esercitare autodifesa in questa forma.
- L'interpretazione e la valutazione delle intercettazioni (anche se criptiche) sono questioni di fatto rimesse al giudice del merito e sono insindacabili in sede di legittimità se sorrette da motivazione logica congrua e non travisata.
- La qualifica di "amministratore di fatto" si determina valutando l'esercizio continuativo e significativo di poteri gestori; non è necessario svolgere tutti i poteri tipici, ma la rilevanza e la continuità delle funzioni svolte devono emergere da elementi sintomatici concreti.
- Per le misure cautelari il giudice può fondarsi su un quadro indiziario composto anche dalle intercettazioni ritenute attendibili nel loro complesso; inoltre, l'esistenza di una valutazione alternativa (es. concorso consapevole) può giustificare la misura anche se la qualifica di amministratore di fatto fosse dubbia.
- Proporre ricorsi infondati o manifestamente inammissibili può comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie per colpa; è necessario valutare la fondatezza formale e la specificità delle censure prima di ricorrere.
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