Sentenza n. 1571/2026 - Venezia, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per gli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l’ottemperanza alla sentenza del giudice ordinario che aveva riconosciuto il suo diritto al beneficio economico di 500 euro annui tramite Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021, condannando il Ministero all’emissione della Carta, all’accredito delle somme e al pagamento della maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria, oltre alle spese di lite. La sentenza era stata notificata al Ministero il 7 ottobre 2024, non era stata impugnata ed era passata in giudicato il 6 novembre 2024. Decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996, il Ministero non aveva dato esecuzione al giudicato. L’Amministrazione, ritualmente intimata, non si è costituita e non ha fornito prova dell’adempimento.
La decisione
Il TAR ha ritenuto ammissibile l’azione, verificando il passaggio in giudicato della sentenza, la sua notificazione al Ministero e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Ha affermato che anche una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato rientra tra i titoli suscettibili di esecuzione mediante giudizio di ottemperanza ai sensi dell’art. 112, comma 1, lett. c), c.p.a., quando contenga un obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato. Nel merito, ha accolto il ricorso poiché il Ministero non aveva dimostrato di aver adempiuto. Ha ordinato l’accredito di 1.000 euro sul portafoglio Carta docente della ricorrente entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato un commissario ad acta, individuato nel dirigente competente del Ministero, con facoltà di delega e subdelega, da attivarsi su istanza della ricorrente dopo la scadenza del termine. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in 800 euro, oltre spese generali e accessori di legge.
Norme richiamate
art. 112, comma 1, lett. c), c.p.a.
al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica Amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato
La disposizione consente il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione dell’obbligo dell’amministrazione di conformarsi al giudicato, anche quando il titolo da eseguire sia una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo all’amministrazione è presupposto per la proponibilità dell’azione di ottemperanza nei confronti dell’amministrazione statale.
art. 1, comma 121, l. 13 luglio 2015, n. 107
Costituisce la base normativa del beneficio economico della Carta elettronica del docente, oggetto dell’obbligo di accredito imposto al Ministero.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l’esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato quando essa imponga alla pubblica amministrazione un obbligo di conformarsi al decisum.
- Ai fini dell’ammissibilità dell’ottemperanza nei confronti di un’amministrazione statale occorre che il titolo sia passato in giudicato, sia stato notificato all’amministrazione e sia decorso il termine dilatorio previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996.
- Nel giudizio di ottemperanza, l’amministrazione intimata che non dimostri l’avvenuto adempimento del giudicato può essere ordinata a eseguire puntualmente la prestazione entro un termine assegnato dal giudice.
- Il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato ad attivarsi su istanza della parte vittoriosa qualora l’amministrazione persista nell’inadempimento oltre il termine assegnato.
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