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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4005/2022 del 04/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Mazza era stato condannato per non aver ottemperato all'ordine di deposito della cauzione di €516,00 imposto contestualmente all'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Ha impugnato la sentenza articolando due motivi: 1) nullità/erronea notifica del decreto di citazione in appello ad un diverso difensore rispetto a quello di fiducia; 2) omessa valutazione della documentazione ISEE prodotta a prova della sua indigenza e della richiesta di riapertura dell'istruttoria, nonché contestazione dell'interpretazione secondo cui il termine per il versamento della cauzione coincidrebbe necessariamente con l'efficacia provvisoria del provvedimento applicativo.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il primo motivo ritenendo infondata la censura sulla notifica (il difensore di fiducia risultava effettivamente nominato e presente, e la nullità intermedia non era stata tempestivamente eccepita, risultando quindi sanata ai sensi dell'art.180 c.p.p.). Il secondo motivo è stato invece accolto: la Corte territoriale non si è pronunciata sulla richiesta di riapertura dell'istruttoria e non ha valutato la documentazione ISEE allegata che, se ritenuta provante l'incolpevole impossibilità di versare la cauzione, avrebbe potuto incidere sulla responsabilità penale. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata e il processo rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Lecce.

Norme richiamate

  • art. 76, comma 4, d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    La norma stabilisce l'obbligo di cauzione connesso all'applicazione della misura di prevenzione; la Corte ha comunque ritenuto che l'inosservanza possa essere incolpevole se comprovata l'impossibilità economica del soggetto.

  • art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Norma relativa alle nullità; la Corte ha ritenuto che l'asserita errata notifica rientri nella fattispecie delle nullità a regime intermedio che si sanano se non tempestivamente eccepite.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Disposizioni sulle nullità; interpretata congiuntamente all'art.180 per la valutazione della sanabilità della presunta nullità di notifica.

  • art. 180 cod. proc. pen.

    Applicata per affermare la sanatoria della nullità non rilevata tempestivamente nel corso del giudizio di appello.

  • artt. 192, 243 e 530 cod. proc. pen.

    Norme processuali concernenti l'assunzione delle prove, la riapertura dell'istruttoria e i vizi di motivazione; la Corte ha ritenuto che la richiesta di allegare l'ISEE in appello costituisse una richiesta di riapertura istruttoria non esaminata, con conseguente vizio che giustifica l'annullamento.

Massime di principio

  • Una nullità relativa alla notifica o ad altre nullità intermedie si considera sanata se non viene eccepita tempestivamente nel corso del giudizio di merito (art.180 c.p.p.).
  • La produzione, in sede di appello, di nuova documentazione idonea a provare fatti rilevanti (es. ISEE per dimostrare indigenza) equivale a una istanza di riapertura dell'istruttoria e deve essere esaminata e motivatamente rigettata o accolta dal giudice di merito.
  • L'omessa pronuncia del giudice su una richiesta di assunzione di nuove prove costituisce vizio procedurale e di motivazione, idoneo ad autorizzare l'annullamento con rinvio.
  • La mancata ottemperanza all'ordine di deposito cauzione può essere valutata come incolpevole quando il soggetto dimostri l'assenza di mezzi economici; il giudice deve valutare la documentazione economica e, se necessario, consentire l'acquisizione di prove integrative.
  • Non si può presupporre automaticamente che il termine per il versamento della cauzione coincid a con l'efficacia provvisoria del provvedimento senza considerare le condizioni concrete dell'interessato; il giudice deve valutare la possibilità effettiva di adempiere entro il termine fissato.

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