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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12108/2023 del 22/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente era stato dichiarato colpevole del delitto di cui all'art. 582 c.p. per avere cagionato a Loy Valeria lesioni personali giudicate guaribili in giorni tre. Ha impugnato la sentenza con sei motivi denunciando: gravi vizi formali e contenutistici della sentenza (nomi errati, riferimento a soggetti e fattispecie diversi, cambio di veste grafica che fa sospettare assemblaggio di parti differenti), carenza e illogicità della motivazione, omessa valutazione e completa omissione nella ricostruzione delle prove della difesa (testi escussi non menzionati), mancata esplicitazione delle ragioni per non ritenere credibile la versione dell'imputato, violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza, e richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. anche nei giudizi del giudice di pace.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Giudice di pace di Roma. Motivi: aporie e illogicità della motivazione (errori formali nella prima parte, riferimento a comma diverso dell'art. 582, menzione di imputate plurali quando l'imputato è uno solo), possibile assemblaggio di parti di sentenze diverse (cambio di veste grafica), omissione nella ricostruzione di elementi probatori della difesa e valutazione parziale degli elementi probatori; tali vizi rendono la motivazione inidonea a sostenere la condanna e richiedono nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen.

    contestato art. 582, comma 2; la sentenza impugnata riporta erroneamente art. 582, comma 1

    La Corte rileva una discrepanza tra l'imputazione e la citazione normativa nella sentenza impugnata: l'errore formale contribuisce a evidenziare il vizio di motivazione e la scarsa aderenza della decisione al fatto sub judice

  • art. 131-bis cod. pen.

    Il ricorrente aveva invocato l'applicazione di tale norma anche ai giudizi davanti al giudice di pace; dalla motivazione della Cassazione non emerge un pronunciamento sostanziale sulla questione, perciò la Corte non fornisce interpretazione applicativa in questa decisione

Massime di principio

  • Errori formali nella sentenza (nome delle parti, genere, riferimento normativo errato) possono costituire indizio di vizio più grave della motivazione e portare all'annullamento con rinvio.
  • Il giudice è tenuto a ricostruire e valutare tutte le prove rilevanti, incluse quelle della difesa; l'omissione sistematica di prove difensive nella motivazione determina una valutazione probatoria parziale e viziata.
  • La motivazione deve essere coerente, completa e logica rispetto al fatto oggetto di processo; frasi o parti non pertinenti o l'assemblaggio di porzioni di testo riferibili ad altri procedimenti sono indici di manifesta illogicità.
  • La Corte di legittimità interviene quando la sentenza appare soltanto formalmente motivata ma, nella sostanza, non giustifica la decisione o non è collegata all'imputazione; in tali casi l'annullamento con rinvio è la soluzione tipica.
  • La questione dell'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. ai giudizi del giudice di pace deve essere specificamente affrontata e motivata: se rilevante, va sollevata e sviluppata espressamente nel ricorso, ma questa sentenza non decide la questione.

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