Cassazione Penale, Ordinanza n. 03726/2025 del 29/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
La vicenda riguarda non il merito del reato, ma un procedimento di correzione materiale di una precedente sentenza della Corte di cassazione. Il richiedente ha sollecitato la rettifica di errori materiali presenti nella motivazione e nel dispositivo della sentenza n. 36155/2024 del 12/09/2024: nella motivazione era indicato, quale provvedimento impugnato, "il decreto del Tribunale di Torino" invece dell'"ordinanza della Corte di appello di Torino"; nel dispositivo era indicato che gli atti dovessero essere trasmessi al Tribunale di Torino, anziché al Presidente della Corte di appello di Torino. La Corte ha preso atto dell'errore materiale e ha disposto la correzione ai sensi dell'art. 130 c.p.p.
La decisione
La Corte ha accolto la richiesta di correzione materiale e ha disposto che nel testo della sentenza n. 36155/2024 si leggano, nella motivazione, "l'ordinanza della Corte di appello di Torino" al posto di "il decreto del Tribunale di Torino", e, nel dispositivo, "si dispone la trasmissione degli atti al Presidente della Corte di appello di Torino" al posto di "si dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Torino". È stata quindi disposta la rettifica formale del provvedimento, con trasmissione alla Cancelleria per gli adempimenti di competenza.
Norme richiamate
art. 130 c.p.p.
Consente la correzione degli errori materiali presenti in motivazione e nel dispositivo del provvedimento giudiziario, quando la rettifica non incide sul contenuto decisorio sostanziale ma solo sulla sua formulazione.
Massime di principio
- L'errore materiale contenuto in motivazione o nel dispositivo di una sentenza può essere corretto con il procedimento di cui all'art. 130 c.p.p. quando sia immediatamente riconoscibile e la rettifica non comporti una rivalutazione del merito.
- La correzione materiale può riguardare sia l'indicazione del provvedimento impugnato sia l'individuazione del giudice competente destinatario della trasmissione degli atti, purché si tratti di meri refusi o inesattezze formali.
- Il procedimento di correzione non modifica la decisione sostanziale già assunta, ma ne rende coerente il testo con l'effettiva volontà del giudice.
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