Cassazione Penale, Sentenza n. 39640/2024 del 29/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Roma che aveva riconosciuto la riparazione per ingiusta detenzione ai sensi dell'art. 314 c.p.p. e aveva disposto la compensazione delle spese processuali ritenendo "non particolare complessità delle questioni trattate". Il ricorrente ha dedotto violazione e falsa applicazione degli artt. 314 c.p.p. e 90 e 91 c.p.c., sostenendo che la compensazione delle spese è subordinata a specifiche condizioni (soccombenza reciproca o assoluta novità/mutamento di giurisprudenza) e non può fondarsi su una generica non particolare complessità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alla regolazione delle spese: ha annullato l'ordinanza impugnata nella parte relativa alla compensazione delle spese tra le parti e ha rinviato alla Corte d'appello di Roma per un nuovo esame della questione, osservando che il giudice di merito non ha verificato se il Ministero avesse effettivamente inteso contestare la domanda (carattere contenzioso) e ha applicato un criterio non previsto dalla norma. La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui la materia delle spese va disciplinata ai sensi dell'art. 92 c.p.c., come modificato, e che la compensazione può essere disposta solo nelle ipotesi previste dalla norma (soccombenza reciproca o assoluta novità/mutamento di giurisprudenza/assoluta incertezza).
Norme richiamate
art. 314 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la domanda di riparazione per ingiusta detenzione; è il fondamento della richiesta di indennizzo per i giorni di arresti domiciliari in eccesso.
art. 315 cod. proc. pen.
Rilevata quale parte del procedimento speciale per la riparazione; inquadramento procedurale del rito applicabile.
art. 90 cod. proc. civ.
Richiamato dal ricorrente nell'ambito del tema della regolazione delle spese; secondo la doglianza la compensazione delle spese non può essere disposta se non nei casi previsti dalle norme di diritto processuale civile.
art. 91 cod. proc. civ.
Richiamato dal ricorrente in relazione ai limiti alla compensazione delle spese; la censura rilevava la necessità di attenersi ai criteri previsti dal codice di procedura civile.
art. 92 cod. proc. civ.
Secondo la Corte, la regolazione delle spese nel procedimento di riparazione deve essere effettuata ai sensi di questa norma (come modificata): la compensazione è ammissibile solo in caso di soccombenza reciproca o in presenza di assoluta novità della questione, mutamento della giurisprudenza o assoluta incertezza che giustifichi l'eccezionalità della misura.
dl. n. 132 del 2014
Intervento normativo che ha modificato l'art. 92 c.p.c.; richiamato per spiegare il quadro normativo vigente in tema di regolazione delle spese.
sentenza Corte costituzionale n. 77 del 2018
Decisione che ha inciso sull'interpretazione/applicazione dell'art. 92 c.p.c. successivamente alle modifiche normative; richiamata dalla Corte per confermare il regime delle spese.
Massime di principio
- Nel procedimento per la riparazione dell'ingiusta detenzione la regolazione delle spese segue l'art. 92 c.p.c.: la compensazione è l'eccezione e non la regola.
- La compensazione delle spese può essere disposta solo in caso di soccombenza reciproca oppure quando la questione è di assoluta novità, vi è un mutamento di giurisprudenza o sussiste un'eccezionale incertezza delle questioni trattate.
- Se il Ministero non costituisce una difesa controversa (ossia non contesta la pretesa), non può essere considerato soccombente e non può essere condannato al pagamento delle spese; il giudice deve accertare preliminarmente se vi sia stato un vero contrasto di interessi.
- Il principio di correlazione tra chiesto e pronunciato impedisce al giudice di pronunciarsi oltre i limiti delle deduzioni e delle domande proposte dalle parti (es. non può condannare al pagamento delle spese se la compensazione non è stata chiesta o non sussistono i presupposti).
- Nei casi simili è opportuno che il giudice verifichi esplicitamente la natura del contraddittorio instaurato (se contenzioso o adesivo) e motivi specificamente la scelta di compensare o meno le spese in relazione ai criteri previsti dall'art. 92 c.p.c.
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