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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29092/2022 del 22/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza del Giudice di pace che lo aveva dichiarato colpevole di permanenza illegale nel territorio nazionale nonostante provvedimento di espulsione notificato il 6/6/2020. Il ricorso denunciava violazione degli artt.13 e 14 d.lgs. n.286/98 e motivazione illogica e contraddittoria: in concreto si sosteneva che il reato non si era perfezionato perché l'accertamento della permanenza è avvenuto lo stesso giorno della notifica del decreto di espulsione e, ai sensi dell'art.14 (commi 5-bis e 5-ter), il reato si configura solo se lo straniero non lascia il territorio entro sette giorni dalla notifica; inoltre si contestava la legittimità del decreto di espulsione perché l'interessato era sprovvisto di documento di espatrio e, secondo gli artt.13 commi 4 e 4-bis, l'espulsione avrebbe dovuto avvenire con accompagnamento alla frontiera mediante forza pubblica, non con termine per allontanarsi, rendendo l'ordine di lasciare inesigibile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo principale fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Ha concluso per il proscioglimento dell'imputato ai sensi dell'art.129, comma 1, c.p.p., perché il fatto non sussiste: il reato contestato non si era perfezionato poiché al momento dell'accertamento non era ancora decorso il termine di sette giorni dalla notifica del decreto di espulsione, elemento necessario ai fini della configurabilità del reato previsto dall'art.14 d.lgs. n.286/98.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.286/1998 (Testo unico sull'immigrazione), art.14

    La Corte ha interpretato che il reato di permanenza nel territorio dopo provvedimento di espulsione si configura solo se decorrono i termini previsti (in particolare il termine di sette giorni dalla notifica): se il fatto è accertato prima della scadenza del termine, manca l'elemento temporale necessario alla fattispecie e il reato non sussiste.

  • d.lgs. n.286/1998 (Testo unico sull'immigrazione), art.13

    Nel ricorso veniva sostenuto che, in presenza di assenza di documento per l'espatrio, l'espulsione sarebbe dovuta avvenire mediante accompagnamento alla frontiera con forza pubblica; benché la Corte non abbia risolta la questione perché ha deciso sul vizio temporale, emerge che l'eventuale illegittimità formale/strutturale del provvedimento di espulsione può essere motivo di impugnazione qualora incida sulla obbligabilità della condotta.

  • codice di procedura penale, art.606

    Queste norme sono richiamate come pretesa base di censura nella cassazione (vizi di motivazione ed interpretazione della legge). La Corte ha utilizzato il rilievo di diritto per esaminare la correttezza dell'applicazione dell'art.14 d.lgs. 286/98.

  • codice di procedura penale, art.129

    Applicata dalla Corte per disporre il proscioglimento dell'imputato quando accerta che il fatto non sussiste (annullamento senza rinvio e proscioglimento perché il reato non si è perfezionato).

  • d.l. n.137/2020, art.23

    richiamato nel procedimento per la requisitoria scritta del Pubblico Ministero

    La norma è menzionata in relazione alla procedura consentita al Pubblico Ministero di rassegnare requisitoria scritta in Cassazione; non incide sul merito sostanziale della decisione.

Massime di principio

  • Per il reato di permanenza dopo espulsione è decisivo il decorso del termine previsto dall'art.14 d.lgs. 286/98: se l'accertamento avviene prima della scadenza del termine (es. sette giorni), manca l'elemento temporale e il reato non sussiste.
  • In impugnazioni penali per espulsione, controllare scrupolosamente le date e i momenti della notifica del provvedimento amministrativo: la determinazione del termine decorrenza è spesso dirimente.
  • La legittimità formale del provvedimento di espulsione (es. presenza/assenza di documenti di espatrio) può costituire ulteriore motivo di difesa poiché può rendere l'ordine di allontanamento inesigibile; tuttavia la Corte può decidere il processo anche su questioni temporali senza entrare nel merito dell'illegittimità amministrativa.
  • Se il giudice di merito condanna nonostante la mancanza di un elemento costitutivo oggettivo o temporale del reato, la Cassazione può annullare senza rinvio e disporre il proscioglimento perché il fatto non sussiste (art.129 c.p.p.).
  • Difesa pratica: acquisire e contestare copia del decreto di espulsione, certificazioni di notifica con data/ora, e verificare se l'interessato fosse in possesso di documenti validi per l'espatrio; contestare sia il profilo temporale sia l'esigibilità dell'ordine di allontanamento.

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