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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4980/2023 del 06/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto della Corte di Appello di Catanzaro del 22/04/2022 che aveva confermato il rigetto dell'istanza della società per l'ammissione al controllo giudiziario ex art. 34-bis, comma 6, d.lgs. n. 159/2011, in relazione al diniego prefettizio di aggiornamento dell'informazione interdittiva. La società deduceva, in sintesi: a) vizio di motivazione e travisamento della prova (art. 192 c.p.p.) e mancata valutazione della novità costituita dal cambio del CdA e dall'adozione del Modello 231; b) errori nell'applicazione dei presupposti per l'ammissione al controllo giudiziario (artt. 125, 546 c.p.p.); c) omissione di una prognosi favorevole sulla possibilità di bonifica dell'impresa e valutazione errata del requisito di occasionalità; d) censura sull'interpretazione del requisito di occasionalità, sostenendo che per il controllo volontario vada valutata la possibilità di recupero e non l'entità del tentativo di condizionamento, quest'ultima rimessa all'autorità prefettizia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti siano, nella sostanza, impugnazioni della motivazione e della valutazione del merito compiute dai giudici di merito, doglianze non consentite in sede di legittimità eccetto che per violazione di legge concreta e circoscritta. La Cassazione ha richiamato la giurisprudenza sul limite delle deduzioni ammissibili (artt. 10, comma 3 e 27 d.lgs. n.159/2011; art. 606 c.p.p., lett. e)) e ha valutato che la corte di appello aveva adeguatamente considerato le "novità" prospettate (passaggio ad organi collegiali, adozione di Modello 231, nomina OdV) e le aveva giudicate insufficienti a ribaltare la precedente valutazione negativa definitiva (decreto del 16/09/2020) sulla capacità di bonifica dell'impresa. Sono state pertanto confermate le valutazioni della corte di merito sulla persistente compromissione aziendale e sull'inidoneità delle iniziative poste a fondamento della nuova istanza. Conseguentemente la società è stata condannata al pagamento delle spese del procedimento e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 34-bis

    Regola l'ammissione al controllo giudiziario su istanza del privato; il requisito dell'occasionalità è centrale per valutare la possibilità di bonifica dell'impresa; la verifica della sussistenza del requisito è rimessa al giudice della prevenzione con valutazione prognostica

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 91

    Disciplina l'aggiornamento dell'informazione interdittiva; il diniego di aggiornamento prefettizio non equivale automaticamente a una nuova interdittiva salvo che emergano elementi realmente nuovi

  • d.lgs. n. 159 del 2011

    Limitano le deduzioni ammissibili in cassazione avverso i provvedimenti sulle misure di prevenzione: il ricorso è ammissibile in Cassazione solo per violazione di legge nei limiti stabiliti dal decreto

  • codice di procedura penale

    Norma sulle valutazioni probatorie; la Corte ha ricordato che non è consentito trasformare censure sulla motivazione e valutazione delle prove in questioni di diritto in cassazione

  • codice di procedura penale

    Richiamati dai ricorrenti in relazione alla motivazione e all'istruttoria; la Corte ha però ritenuto le doglianze incentrate sulla motivazione non ammissibili in cassazione

  • codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. e)

    Limita le censure dinnanzi alla Cassazione ai vizi risultanti dal testo del provvedimento impugnato o da atti specificamente indicati; la giurisprudenza riguarda la non estendibilità delle doglianze sulla motivazione

  • codice di procedura penale

    Consente la condanna alle spese del procedimento in cassazione e l'irrogazione di sanzioni; applicata per condannare la ricorrente al pagamento delle spese e alla sanzione pecuniaria

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione e controllo giudiziario volontario, il ricorso in Cassazione contro la valutazione della corte d'appello è ammissibile principalmente per violazioni di legge formali; non è lo strumento per riesaminare discrezionalità valutative o la valutazione probatoria dei giudici di merito.
  • Le iniziative di "self-cleaning" societario (cambio organi sociali, adozione Modello 231, nomina OdV) devono essere provate e dimostrare efficacia reale e nel tempo; misure recenti e temporanee difficilmente ribaltano una precedente valutazione definitiva di grave infiltrazione mafiosa.
  • Il requisito dell'occasionalità è centrale: il giudice della prevenzione valuta attualmente se l'agevolazione mafiosa sia occasionale e se vi siano concrete prospettive di bonifica; elementi storici di condizionamento strutturale pesano fortemente contro l'ammissione al controllo giudiziario.
  • Per ottenere tutela in sede di legittimità è strategico dedurre vizi di diritto chiari (omissione di motivazione sui profili decisivi, motivazione inesistente o meramente apparente, travisamento grave) indicando espressamente i punti del provvedimento che dimostrano tali vizi.
  • In una situazione analoga, raccogliere e produrre documentazione amministrativa e probatoria chiara e tempestiva (atti, delibere, prove dell'effettiva attività economica, documentazione che smentisca i rilievi prefettizi) e dimostrare il concreto effetto delle misure di bonifica nel tempo aumenta le probabilità di successo dell'istanza.

Testo integrale

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