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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27423/2022 del 14/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Lecce (sez. dist. Taranto) che confermava, in parte, la condanna per furto aggravato commesso di notte nel bar di una stazione di servizio per l'asporto di euro 2.700. Teglas Ludovic Daniel ha dedotto l'incompetenza territoriale del giudice di Taranto, richiamando una precedente declaratoria di incompetenza del G.I.P. di Cosenza nell'ordinanza cautelare e sostenendo che i fatti erano elementi di un medesimo disegno criminoso con reati consumati in provincia di Cosenza. Parus Ion e Teglas Dorin Adrian hanno contestato il diniego del riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.) e, in particolare per Teglas Dorin, la rilevanza del suo ruolo marginale, la mancata esclusione della recidiva e un trattamento sanzionatorio ritenuto eccedente il minimo edittale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché manifestamente infondati. Quanto all'eccezione di incompetenza territoriale sollevata da Teglas Ludovic Daniel, la Corte ha ritenuto applicabile la preclusione introdotta dall'art. 438, comma 6-bis c.p.p.: chi opta per il rito abbreviato è generalmente precluso dal riproporre questioni di competenza territoriale (salvo l'eccezione espressa per il giudizio immediato). Sui profili di merito relativi alle circostanze attenuanti e alla recidiva, la Cassazione ha ritenuto che la Corte territoriale avesse dato motivazione congrua e non contraddittoria: l'esclusione delle attenuanti era motivata richiamando la personalità degli imputati, l'organizzazione e la gravità del fatto; la recidiva era adeguatamente motivata dalla specializzazione e dalla pervicacia; la determinazione della pena è stata valutata alla luce dei criteri di adeguatezza e della valutazione di merito, non sindacabile in questa sede. Per legge (art. 616 c.p.p.) i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende quale sanzione per ricorso inammissibile

Norme richiamate

  • art. 438, comma 6-bis c.p.p.

    Introduce una preclusione assoluta alla proposizione della questione di competenza territoriale da parte dell'imputato che abbia optato per il giudizio abbreviato, salvo l'eccezione per il giudizio immediato; la Corte ha interpretato la norma come regolamento generale e vincolante.

  • art. 548 c.p.p.

    Norma richiamata per sottolineare l'eccezione prevista per il rito abbreviato chiesto nell'ambito del giudizio immediato, in cui l'eccezione di incompetenza può essere proposta.

  • art. 458, commi 1 e 2 c.p.p.

    Regolamenta la fase di ammissione del rito abbreviato e il momento in cui il giudice deve decidere sull'eventuale eccezione di incompetenza quando proposta con la richiesta di abbreviato.

  • artt. 555 co. 2 e 556 c.p.p.

    Richiamati in relazione alla possibilità di optare per il rito abbreviato prima della dichiarazione di apertura del dibattimento; la Corte ha giudicato la disciplina compatibile con la preclusione di cui all'art. 438, co. 6-bis.

  • art. 62-bis c.p.

    Disciplina le circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ricordato che il riconoscimento richiede elementi positivi e che il giudice di merito può escluderle con motivazione non contraddittoria richiamando i fattori prevalenti.

  • art. 133 c.p.

    Elenca i criteri per la determinazione della pena e per la valutazione delle attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto legittima la valutazione di merito che ha preso in considerazione tali criteri in senso ostativo all'attenuazione.

  • art. 99 c.p.

    Norma sulla recidiva: la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della Corte territoriale che ha rilevato una progressiva specializzazione e pericolosità, giustificando l'applicazione della recidiva.

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la condanna del ricorrente alle spese e la possibilità di applicare sanzioni pecuniarie per ricorsi manifestamente infondati; la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese e a euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Chi opta per il rito abbreviato è, in linea di principio, precluso dal proporre successivamente l'eccezione di incompetenza territoriale, salvo il caso specifico dell'abbreviato chiesto dopo giudizio immediato: pertanto, l'eccezione deve essere tempestivamente sollevata nelle forme consentite o può essere persa.
  • Le valutazioni del giudice di merito sulla personalità dell'imputato, sull'organizzazione del fatto e sulla gravità sono giudizi di fatto difficilmente sindacabili in Cassazione se accompagnati da motivazione non contraddittoria e congrua.
  • Per ottenere il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche è necessario proporre elementi di segno positivo che emergano chiaramente; l'assenza di elementi negativi non garantisce automaticamente l'attenuante.
  • La recidiva può essere riconosciuta anche sulla base di valutazioni circa la specializzazione o la pervicacia nella commissione dei reati, se adeguatamente motivate dal giudice di merito.
  • I ricorsi manifestamente infondati possono comportare la condanna alle spese e il pagamento di somme alla cassa delle ammende; è quindi importante valutare la fondatezza giuridica del gravame prima di proporre ricorso per cassazione.

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