L.R. Abruzzo 8/2026
Disposizioni in favore delle persone affette da dolore pelvico cronico e patologie correlate.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge Abruzzo 7 maggio 2026, n. 8 istituisce un sistema regionale di monitoraggio, prevenzione, diagnosi e cura del dolore pelvico cronico e patologie correlate: Osservatorio, Registro, Piano e Rete regionale, campagne di sensibilizzazione e coordinamento con la disciplina sull’endometriosi. Prevede un contributo di 20.000 euro per il 2026. In vigore dal 14 maggio 2026.
Tutela delle persone con dolore pelvico cronico e patologie correlate
Tutela delle persone affette da dolore pelvico cronico e patologie correlate
La legge della Regione Abruzzo mira a garantire il diritto alla salute delle persone affette da dolore pelvico cronico e dalle patologie correlate, promuovendone anche l’integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società. La disciplina costruisce un sistema regionale di prevenzione, diagnosi, cura, monitoraggio e sensibilizzazione, con specifici strumenti organizzativi e informativi.
Finalità e ambito di intervento
La Regione Abruzzo, nel rispetto delle competenze regionali e della normativa statale, si impegna a:
- riconoscere il dolore pelvico cronico e le patologie correlate come patologie invalidanti;
- promuovere un sistema integrato di prevenzione, diagnosi e cura;
- diffondere conoscenza e consapevolezza del fenomeno in ambito sanitario, sociale, familiare e lavorativo;
- sostenere la diagnosi precoce e la prevenzione delle complicanze;
- valorizzare associazionismo e volontariato;
- promuovere ricerca scientifica e raccolta di dati sul territorio regionale;
- istituire un Osservatorio regionale e un Registro regionale dedicati.
Definizioni rilevanti
Il testo definisce il dolore pelvico come dolore localizzato nella regione compresa tra ombelico e perineo, con possibili manifestazioni ginecologiche, urologiche, gastrointestinali, muscolari o neuropatiche, in forma acuta, subacuta o cronica.
Il dolore pelvico cronico è qualificato come dolore persistente o ricorrente da almeno sei mesi, non esclusivamente legato a ciclo mestruale, gravidanza o attività sessuale, con significativa compromissione della qualità della vita fisica, psicologica e relazionale.
Le patologie correlate sono le condizioni patologiche che possono costituire o contribuire al dolore pelvico cronico e che frequentemente coesistono come comorbidità; il loro perimetro è aggiornato dall’Osservatorio regionale.
Osservatorio regionale
Entro 90 giorni dall’entrata in vigore, la Giunta regionale istituisce, su proposta dell’Agenzia Sanitaria Regionale, l’Osservatorio regionale per il monitoraggio del dolore pelvico cronico e delle patologie correlate.
L’Osservatorio:
- individua le patologie correlate;
- supporta le campagne di sensibilizzazione ed educazione sanitaria;
- predispone linee guida per i percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari e per il controllo periodico;
- definisce indirizzi e criteri per la formazione del personale medico, sanitario e sociosanitario delle ASL, con attenzione a interdisciplinarità, comunicazione e medicina di genere;
- analizza i dati delle strutture sanitarie e redige una relazione annuale alla Giunta regionale e alla Commissione consiliare competente;
- coadiuva l’Assessorato alla Salute nelle iniziative di prevenzione delle complicanze, anche nei luoghi di lavoro.
La composizione è ampia e include rappresentanti istituzionali, esperti medici, università, associazioni e Commissione regionale per le pari opportunità. I membri sono nominati dalla Giunta, restano in carica cinque anni e possono essere riconfermati una sola volta. L’Osservatorio si riunisce almeno tre volte l’anno. Il supporto amministrativo è assicurato dall’Agenzia Sanitaria Regionale. La partecipazione è gratuita e senza rimborsi o compensi.
Piano regionale e Rete regionale
Entro nove mesi dall’entrata in vigore, la Giunta regionale approva le linee guida predisposte dall’Osservatorio e adotta un Piano regionale di azione per la prevenzione e la cura del dolore pelvico cronico e delle patologie correlate.
La Giunta istituisce inoltre la Rete regionale per la prevenzione e la cura, alla quale sono attribuiti compiti di organizzazione dell’offerta sanitaria, uniformità territoriale, integrazione tra specialistica, cure primarie e servizi socio-sanitari, studio dell’incidenza e della prevalenza, monitoraggio della qualità delle cure e diffusione periodica del materiale prodotto a medici di famiglia, pediatri, distretti, consultori e ASL.
Registro regionale
Presso l’Agenzia Sanitaria Regionale è istituito il Registro regionale del dolore pelvico cronico e delle patologie correlate. Entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore, la Giunta definisce criteri e modalità di acquisizione, tenuta e rilevazione dei dati, anche con strumenti informatici e telematici.
Il Registro raccoglie e analizza dati statistici, clinici e sociali; registra i casi annuali; misura l’incidenza sul territorio; rileva modalità di diagnosi, trattamenti, qualità delle cure e conseguenze funzionali e sociali. I soggetti pubblici e privati accreditati che hanno in carico i pazienti devono trasmettere i dati all’Agenzia. Il trattamento dei dati avviene nel rispetto della normativa vigente e della disciplina privacy sui dati sanitari.
Sensibilizzazione e contributo finanziario
L’Agenzia Sanitaria Regionale promuove campagne di sensibilizzazione, informazione ed educazione sanitaria, con coinvolgimento attivo degli Enti del Terzo Settore operanti sul territorio regionale.
Per il solo esercizio finanziario 2026 è autorizzato un contributo di 20.000 euro a favore dell’Agenzia Sanitaria Regionale, con variazione di bilancio corrispondente. La Giunta e il Dipartimento competente adottano gli atti necessari all’attuazione.
Monitoraggio dell’attuazione
Il Consiglio regionale controlla l’attuazione della legge e ne valuta i risultati. La Giunta presenta una relazione:
- entro due anni dall’entrata in vigore;
- successivamente, con cadenza annuale.
La relazione riguarda l’attività dell’Osservatorio, la gestione del Registro e le principali evidenze emerse, con particolare riguardo a incidenza territoriale, modalità diagnostiche e trattamenti. Il Comitato per la Legislazione esamina le relazioni e la Commissione competente può attivare le ulteriori procedure consiliari previste. La relazione è pubblicata sul sito istituzionale del Consiglio regionale.
Coordinamento con la disciplina sull’endometriosi
La legge coordina la nuova disciplina con la l.r. 26/2020 sull’endometriosi. In particolare:
- è abrogato l’articolo 3 della l.r. 26/2020;
- i riferimenti all’“Osservatorio di cui all’articolo 3” sono sostituiti con il nuovo Osservatorio regionale.
Le linee guida, il Piano e la Rete regionali previsti dalla presente legge ricomprendono anche quelli relativi all’endometriosi, così da programmare in modo organico le azioni di prevenzione e cura delle patologie interessate.
Regime finanziario e decorrenza
La legge prevede la clausola di invarianza finanziaria, salvo il contributo specifico di cui alla campagna di sensibilizzazione per il 2026. Per gli altri adempimenti si utilizzano risorse già disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel BURAT ed è indicato, nel testo fornito, che è in vigore dal 14 maggio 2026.
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