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Sentenza

Sentenza n. 6804/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata (Sezione Prima) n. 00452/2023, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202308614

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Basilicata che aveva deciso le censure relative alla legittimità del vincolo paesaggistico

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'operatore economico aveva proposto appello contro la sentenza del TAR Basilicata n. 452/2023, nell'ambito di una controversia concernente la legittimità di un vincolo paesaggistico. Nel corso del giudizio d'appello era stata disposta una verificazione. Con memoria depositata l'11 maggio 2026, l'appellante ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lettera c), e 85, comma 9, c.p.a., rilevando che la perdita di interesse era stata esplicitamente manifestata dall'appellante. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti per la peculiarità della vicenda. Quanto alle spese di verificazione, il Collegio ha ritenuto congruo l'importo complessivo di 90.000 euro, al netto degli accessori, relativo al lavoro svolto cumulativamente in dodici ricorsi. Considerato che i due giudizi riuniti equivalevano a un unico ricorso ai fini della liquidazione, l'importo dovuto per ciascuna causa è stato determinato in 8.182 euro, oltre accessori di legge, e posto a carico della società appellante, anche in ragione del fatto che la verificazione aveva evidenziato l'infondatezza delle censure sulla legittimità del vincolo paesaggistico.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene una situazione che elimina l'interesse alla decisione; nel caso concreto, la dichiarazione espressa dell'appellante di non avere più interesse ha determinato l'improcedibilità dell'appello.

  • art. 38 c.p.a.

    Richiamato dal giudice tra le disposizioni applicabili al procedimento.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato quale base processuale per la definizione dell'appello in ragione della sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 137 d.lgs. 42/2004

    Richiamato nell'individuazione della Commissione regionale competente in materia di vincolo paesaggistico; la sentenza non ne sviluppa un'interpretazione normativa autonoma.

  • art. 2 D.M. 30 maggio 2022

    Utilizzato come criterio per valutare la congruità della liquidazione delle spese di verificazione.

Massime di principio

  • La dichiarazione esplicita dell'appellante di non avere più interesse alla decisione determina l'improcedibilità dell'appello per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse comporta la definizione del giudizio senza una pronuncia di merito sulle censure, ferma restando la possibilità di regolare separatamente le spese delle attività istruttorie già svolte.
  • Le spese di verificazione possono essere poste a carico della parte privata anche quando le spese del giudizio sono compensate, qualora l'attività verificatoria sia stata svolta e abbia evidenziato l'infondatezza delle censure dedotte.

Come è indicizzato

MaterieVincoli e piani paesaggisticiEstinzione, perenzione e improcedibilitàIstruttoria processualeSpese di lite
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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