Sentenza del 28/11/2022 n. 34926 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente chiedeva la revocazione dell'ordinanza della Corte di Cassazione (pronuncia che aveva respinto il ricorso principale e accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia, rinviando alla CTR) lamentando due errori percettivi: 1) la Corte avrebbe erroneamente ritenuto che il ricorso per cassazione non avesse contestato l'affermazione della CTR secondo cui la societa' non era mai stata diretto acquirente e proprietaria dell'immobile poi ottenuto in leasing; 2) la Corte avrebbe omesso di considerare gli elementi prodotti in sede di merito a dimostrazione di un errore materiale nel calcolo della base del canone di leasing. In pratica si trattava della richiesta di annullamento dell'ordinanza per presunta lettura erronea degli atti di causa e per mancato esame di elementi utili al fondamento del motivo.
La decisione
Il ricorso per revocazione e' stato dichiarato inammissibile e pertanto respinto. La Corte ha ritenuto che il rimedio revocatorio sia ammissibile solo per errori percettivi evidenti, materiali e decisivi e non per divergenze interpretative o valutative sulle risultanze processuali; inoltre ha ritenuto che le argomentazioni della ricorrente fossero, in sostanza, contestazioni interpretative e non dimostrazioni di un errore oggettivo e incontestabile emerso dagli atti. Il ricorrente e' stato condannato alle spese di lite, liquidate in Euro 18.100,00 oltre spese prenotate a debito, e la Corte ha dichiarato sussistente l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato se dovuto.
Norme richiamate
art. 391-bis c.p.c.
Disciplina il ricorso per revocazione contro le pronunce della Corte di Cassazione in presenza di errori materiali di lettura degli atti del giudizio; qui la Corte ricorda i limiti di ammissibilita' di tale rimedio, riservato agli errori percettivi e non alle valutazioni interpretative.
art. 395 c.p.c., comma 1, n. 4
Prevede i casi di revocazione delle sentenze; la Corte utilizza il riferimento per delimitare la fattispecie di revocabilita' (errore manifestamente decisivo e non meramente interpretativo).
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater (introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17)
Norma sul contributo unificato: la Corte ha ritenuto sussistenti i presupposti per l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- Il ricorso per revocazione in Cassazione e' ammesso solo per errori di percezione o svista materiale nella lettura di atti interni al giudizio, non per errate valutazioni o interpretazioni delle prove o della normativa da parte del giudice.
- Per essere accolto, l'errore revocatorio deve essere immediatamente riconoscibile dagli atti, oggettivo e decisivo: in sua assenza la decisione sarebbe stata diversa.
- La denunzia di omissione del giudice di merito richiede che la questione fosse ritualmente e chiaramente formulata in sede di merito e riportata con precisione nel ricorso per cassazione; mere ricostruzioni o riassunti non sono sufficienti.
- Le contestazioni relative al calcolo tecnico della base imponibile (es. errore materiale nel calcolo del canone di leasing) devono essere documentate e riportate esplicitamente con gli atti e i calcoli in modo tali da imporsi all'esame del giudice di merito; altrimenti sono interpretazioni non revocabili.
- Chi propone la revocazione deve evitare di limitarsi ad affermare un diverso apprezzamento dei fatti: occorre dimostrare un palese contrasto fra quanto enunciato nella pronuncia e gli atti di causa, senza affidarsi a deduzioni interpretative.
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