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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17727/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di conferma per carcerazione tentato furto di due banconote da 5 euro; unico motivo dedotto: carenza di motivazione sulla sussistenza dell'aggravante della "destrezza" (art. 625 n.4 c.p.) nonostante fosse stata censurata in appello. Si sosteneva che l'esclusione dell'aggravante avrebbe reso improcedibile l'azione penale per il tentato furto semplice, poiché negli atti mancava la querela della persona offesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto correttamente sussistente l'aggravante della destrezza perché l'imputato ha usato la tecnica dell'abbraccio, una modalità che implica particolare astuzia e scaltrezza idonea ad eludere la sorveglianza della vittima; ha osservato che, benché la sentenza di appello non avesse espresso una motivazione specifica sul punto, il motivo di appello era generico e la motivazione del primo grado era esaustiva e corretta in diritto. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen., numero 4 (aggravanti)

    L'aggravante della "destrezza" si configura quando l'agente, prima o durante l'impossessamento, pone in essere una condotta caratterizzata da abilità, astuzia o avvedutezza idonea a sorprendere o eludere la sorveglianza del detentore sulla cosa. Non è sufficiente approfittare di semplice disattenzione non provocata.

  • art. 173, comma primo, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata ai fini della sintesi e formulazione del motivo di ricorso in Cassazione (usata per la sintetizzazione del motivo di ricorso).

  • Giurisprudenza: Sez. U, sent. n. 34090 del 27/04/2017, Rv. 270088

    Principio richiamato circa il concetto di destrezza: la condotta deve consistere in particolari abilità o astuzia idonee a eludere la sorveglianza del detentore, e non nel mero sfruttamento di un momento di disattenzione non provocato dall'agente.

Massime di principio

  • L'aggravante della destrezza richiede una tecnica o modalità attiva e ingegnosa (es. abbraccio, distrazione artificiale) capace di eludere la vigilanza del detentore; non basta il semplice approfittare di una disattenzione occasionale.
  • La valutazione della destrezza può fondarsi sulla descrizione della tecnica impiegata (come nell'uso dell'abbraccio) e sulla dimostrazione della sua idoneità a eludere la sorveglianza della vittima.
  • In sede di Cassazione, se il motivo di impugnazione è generico, la Corte può ritenere sufficiente la motivazione del primo grado: l'omissione di una replica motivazionale specifica in appello non sempre comporta annullamento.
  • Quando la qualificazione del fatto come aggravato o meno incide sulla procedibilità (es. differenze tra reato perseguibile d'ufficio e con querela), è fondamentale contestare con precisione e prove la sussistenza dell'aggravante già in sede di appello, altrimenti il vizio può essere considerato inesistente.
  • Per difendersi efficacemente, è opportuno documentare e contestare in modo puntuale i fatti e le modalità operative contestate (testimoni, video, descrizioni precise) e non limitarsi ad affermazioni generiche.
  • Il rinvio alla giurisprudenza consolidata (es. Sez. U. citata) è utile per chiarire il concetto legale di destrezza e per orientare la valutazione probatoria nei casi analoghi.

Testo integrale

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