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Sentenza

Sentenza n. 4337/2026 - Roma, Sezione 5T

per l’annullamento -a) della comunicazione Agea 28.10.2022 prot. n. AGEA.AGA.2022.-OMISSIS-, avente ad oggetto: “Regime quote latte – esecuzione sentenza/e dell’Autorità Giudiziaria. Ricalcolo del prelievo supplementare imputato”, con i relativi allegati, riferita al periodo 2001/2002, inviata al ricorrente a mezzo pec il 31.10.2022; -b) di tutti gli altri atti antecedenti, presupposti, preparatori, conseguenti e comunque connessi con quelli impugnati, anche se allo stato non conosciuti, ivi compresi gli atti amministrativi assunti dall’Agea per il conteggio dei quantitativi di latte assoggettati a prelievo, per la compensazione e la riassegnazione dei quantitativi inutilizzati, così come riepilogati nella “Relazione illustrativa sull’esito dei calcoli di fine periodo 2001/02” (indicata come “Allegato 1” del provvedimento impugnato).

Giustizia amministrativa202301082

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Comunicazione Agea del 28 ottobre 2022 relativa al ricalcolo del prelievo supplementare imputato per il periodo 2001/2002, con i relativi atti presupposti e connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (agenzia amministrativa)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato la comunicazione di Agea avente a oggetto l'esecuzione di sentenze dell'autorità giudiziaria e il ricalcolo del prelievo supplementare relativo al periodo 2001/2002, nonché gli atti concernenti il conteggio dei quantitativi di latte assoggettati a prelievo, la compensazione e la riassegnazione dei quantitativi inutilizzati. Nel corso del giudizio, con atto depositato il 23 gennaio 2026, ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione nel merito e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione univoca del ricorrente. Il giudice ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo e dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., non residuasse interesse alla decisione di merito. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in ragione dell'esito della controversia e della particolarità delle questioni sottostanti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, per sopravvenienze, viene meno l'interesse alla decisione; nel caso concreto la declaratoria è stata adottata a seguito della dichiarazione univoca del ricorrente.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

Massime di principio

  • La dichiarazione univoca della parte ricorrente circa la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione nel merito impone al giudice amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La particolarità delle questioni sottostanti e l'esito del giudizio possono giustificare l'integrale compensazione delle spese di lite, anche in presenza della declaratoria di improcedibilità.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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