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Ordinanza

Ordinanza n. 188/2026 - Lecce, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione cautelare dell'efficacia, per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - della deliberazione del Consiglio Comunale del Comune di Gallipoli n. 19 del 4 agosto 2025, asseritamente mai notificata, con cui è stato approvato il progetto definitivo per la realizzazione di un nuovo tronco stradale in contrada Santo Stefano; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi inclusa la delibera di Consiglio Comunale n. 39 del 29 novembre 2024 di adozione della variante ai fini dell’apposizione del vincolo espropriativo, la nota prot. n. 55598 dell’11 settembre 2025, notificata in data 25 settembre 2025, recante l’elenco dei beni da espropriare con la previsione di indennità, ex art. 20 del D.P.R. n. 327/2001. Per quanto riguarda i motivi aggiunti proposti dalla Società ricorrente il 20 marzo 2026: per l’annullamento, previa sospensiva anche a mezzo di decreto monocratico ex art. 56 CPA - del decreto di esproprio n.1 del 17/3/2026 a firma del Dirigente del Settore 3 del Comune di Gallipoli avente ad oggetto l’esproprio di una porzione di immobile di mq 1649,24 facente parte degli immobili distinti in catasto terreni di Gallipoli al foglio 18, p.lle 35, 81 e 82 per la realizzazione del progetto di costruzione di un nuovo tronco stradale in c.da Santo Stefano; - della conseguente comunicazione di immissione in possesso preannunciata per il giorno 25 marzo 2026 in esecuzione del predetto decreto di esproprio; - di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202501225

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione consiliare di approvazione del progetto definitivo per un nuovo tronco stradale, atti della procedura espropriativa e decreto di esproprio con comunicazione di immissione in possesso

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la deliberazione del Consiglio comunale di Gallipoli che ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione di un nuovo tronco stradale in contrada Santo Stefano, nonché la precedente deliberazione di adozione della variante ai fini dell’apposizione del vincolo espropriativo e la comunicazione recante l’elenco dei beni da espropriare e le relative indennità ai sensi dell’art. 20 del d.P.R. n. 327/2001. Con motivi aggiunti ha impugnato il decreto di esproprio n. 1 del 17 marzo 2026, avente ad oggetto una porzione immobiliare di 1.649,24 mq, e la conseguente comunicazione di immissione in possesso. Il testo dell’ordinanza non espone analiticamente i singoli motivi di illegittimità, ma evidenzia che il gravame pone questioni tecniche relative alla scelta del tracciato stradale e alla possibile esistenza di percorsi alternativi, nonché alla loro idoneità e fruibilità per il transito di mezzi pesanti e di soccorso, anche in situazioni di emergenza ambientale o sanitaria.

La decisione

Il TAR, nella sommaria delibazione propria della fase cautelare, ha ritenuto necessario sospendere interinalmente, fino alla camera di consiglio del 27 maggio 2026 e comunque sino alla definizione degli incombenti istruttori, gli effetti del decreto di esproprio e della conseguente comunicazione di immissione in possesso impugnati con motivi aggiunti. La misura è stata adottata in ragione della natura del pregiudizio dedotto, dell’opportunità di consentire una decisione di merito re adhuc integra e della necessità di un ulteriore approfondimento delle questioni sottoposte. Il Tribunale ha ordinato al Comune di Gallipoli, per il tramite del Sindaco o del Dirigente del Settore 3, di depositare entro quindici giorni dalla notificazione o comunicazione dell’ordinanza una relazione dettagliata sulla vicenda, prendendo posizione sui fatti e sulle doglianze e chiarendo le ragioni tecniche della scelta del tracciato, l’eventuale esistenza di vie alternative e la loro idoneità al transito di mezzi pesanti e di soccorso. La causa è stata rinviata alla camera di consiglio del 27 maggio 2026 per il prosieguo dell’esame della domanda cautelare. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 20 d.P.R. n. 327/2001

    La disposizione è richiamata con riferimento alla comunicazione dell’elenco dei beni da espropriare e alla previsione delle relative indennità.

  • art. 55 c.p.a.

    È richiamato quale fondamento della domanda e della decisione cautelare.

  • art. 56 c.p.a.

    È richiamato nell’epigrafe dei motivi aggiunti con riferimento alla richiesta di sospensione anche mediante decreto monocratico.

  • art. 1 c.p.a.

    È richiamato per le esigenze di celerità e concentrazione del giudizio poste a fondamento degli incombenti istruttori.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, quando la domanda pone questioni tecniche che richiedono ulteriori chiarimenti e l’esecuzione dell’atto può determinare un pregiudizio significativo, il giudice amministrativo può sospendere interinalmente gli effetti dell’atto fino all’espletamento degli incombenti istruttori e alla successiva valutazione collegiale.
  • In una controversia relativa all’espropriazione funzionale alla realizzazione di un’opera pubblica, la verifica cautelare della scelta progettuale può richiedere l’acquisizione di una relazione dell’amministrazione sulle ragioni tecniche del tracciato e sull’eventuale esistenza di alternative concretamente idonee.
  • Il giudice amministrativo può ordinare all’amministrazione di depositare una relazione dettagliata che prenda posizione sui fatti e sulle doglianze del ricorso, quando tale adempimento sia necessario per un corretto bilanciamento degli interessi e per una decisione cautelare informata.

Come è indicizzato

MaterieDecreto di esproprio e procedimentoTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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