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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27404/2022 del 14/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza che li ha ritenuti autori di furto aggravato in concorso presso la boutique "Louis Vuitton" a Roma. Gli appellanti deducono: 1) violazione di legge perché il fatto sarebbe stato un tentativo e non un furto consumato, sostenendo che la refurtiva non sarebbe mai entrata nella loro effettiva disponibilità poiché sorvegliati dall'addetto alla sicurezza e ripresi dalle videocamere; 2) vizio di motivazione per presunto travisamento delle prove (verbali dell'addetto alla sicurezza e dell'udienza di convalida) che, secondo i ricorrenti, dimostrerebbero che l'addetto non avrebbe perso mai di vista gli imputati ed avrebbe evitato di intervenire per ragioni di opportunità, impedendo così il consumarsi del furto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i due motivi infondati e ha confermato la qualificazione del fatto come furto consumato. Ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui l'impossessamento richiede una signoria piena, autonoma ed effettiva sulla cosa; il tentativo deve essere riconosciuto solo quando vi sia una concomitante, attuale e immanente vigilanza della persona offesa che abbia esercitato un intervento di fatto a difesa della detenzione del bene. Dalla ricostruzione emergono invece elementi secondo cui l'addetto si è soltanto insospettito e ha chiamato le forze dell'ordine, le quali hanno fermato i due all'uscita trovando la merce nella "borsa schermata": non risulta che la sorveglianza abbia mantenuto una detenzione materiale tale da escludere l'effettivo impossessamento. Pertanto i ricorsi sono respinti e la sentenza di merito è confermata.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen. (furto)

    L'articolo è stato interpretato richiamando il criterio dell'impossessamento come conseguita signoria del bene: per integrare il furto consumato è necessaria la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa da parte dell'agente

  • Sez. U, n. 52117 del 17/07/2014, Rv. 261186 (giurisprudenza di riferimento)

    La giurisprudenza delle Sezioni Unite delimita l'ambito del tentativo: il furto va considerato tentato se è presente una vigilanza concomitante, attuale e immanente della persona offesa che porta a un intervento concreto a difesa della detenzione del bene, impedendo l'uscita della refurtiva dalla sfera di controllo del soggetto passivo

Massime di principio

  • Per distinguere furto consumato da tentativo è decisivo stabilire se l'agente abbia ottenuto la "signoria" effettiva sulla cosa: non basta l'apparente occultamento se la cosa è rimasta sotto il controllo immediato della persona offesa
  • La presenza di un addetto alla sicurezza o di sistemi di sorveglianza non automatizzi la riconduzione al tentativo: occorre provare che la vigilanza abbia esercitato una detenzione effettiva e continuativa della merce tale da escludere ogni disponibilità autonoma degli autori
  • La tempestività dell'intervento delle forze dell'ordine e il rinvenimento della merce fuori dal negozio (es. all'uscita) sono elementi rilevanti a favore della consumazione del furto
  • In giudizio la valutazione è rimessa al giudice di merito che deve motivare in relazione alle dichiarazioni dei testimoni (addetto alla sicurezza, agenti) e alle risultanze video: il travisamento probatorio è sindacabile in Cassazione solo se emergono contraddizioni o mancanze di motivazione rilevanti
  • In situazioni simili conviene raccogliere e documentare tutti gli elementi oggettivi (video, posizione della merce, tempi ed interventi) per dimostrare se la disponibilità sia effettiva o sia stata immediatamente neutralizzata dalla vigilanza

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