Cassazione Penale, Sentenza n. 28285/2023 del 30/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la decisione della Corte di appello di Reggio Calabria che aveva disposto l'esecuzione del mandato di arresto europeo emesso dal Tribunale distrettuale di Koblenz per reati di associazione e reati connessi (art. 263 cod. pen. tedesco). Il motivo di doglianza principale era che i fatti sarebbero stati commessi in parte in Italia nell'ambito di un'associazione di tipo mafioso radicata sul territorio italiano, con indagini italiane pendenti (procedimento DDA n. 5886/22), sicché, ai sensi dell'art. 18-bis, comma 1, lett. a), legge n. 69/2005, la consegna doveva essere rifiutata.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere generico e manifestamente infondato. Ha confermato che la mera indicazione di indagini in Italia o la presenza di una connessione generale con un sodalizio radicato in Italia non determina automaticamente il rifiuto della consegna: è necessario verificare l'esistenza di un concreto interesse nazionale, dimostrato da indagini specifiche sullo stesso fatto che attestino la volontà dell'autorità italiana di affermare la propria giurisdizione. Nel caso di specie la Corte ha ritenuto che il mandato tedesco specificasse la competenza funzionale dell'autorità emittente e che non sussistesse rapporto o interferenza tra i reati perseguiti in Germania e quelli prospettati dalla difesa in Italia. Conseguentemente il ricorso è respinto; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; la sentenza è inviata alla Cancelleria per gli adempimenti di legge.
Norme richiamate
art. 18-bis, comma 1, lett. a), legge 22 aprile 2005, n. 69
Si tratta della causa facoltativa di rifiuto della consegna quando i fatti sono commessi in tutto o in parte sul territorio italiano. La Corte precisa che non opera automaticamente per la sola esistenza di un "frammento" di condotta in Italia: occorre un concreto interesse italiano comprovato da indagini specifiche sul medesimo fatto, sintomatiche della volontà di affermare la propria giurisdizione.
art. 17 e art. 19 legge 22 aprile 2005, n. 69 (richiamati nel ricorso)
Richiamate dalla difesa in relazione al regime di consegna; la Corte ha ritenuto che il richiamo alle norme non fosse sufficiente a dimostrare la sussistenza dei presupposti per il rifiuto della consegna ai sensi dell'art. 18-bis.
art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
Norma che individua i motivi di ricorso per cassazione in materia penale; la Corte ha ritenuto il motivo proposto generico e manifestamente infondato, dichiarando il ricorso inammissibile.
art. 18, comma 1, lett. p), legge n. 69/2005 e richiamo alla legge n. 117/2019
La giurisprudenza consolidata (anche sotto il previgente art. 18) richiede che la presenza di fatti commessi in Italia sia collegata a un interesse concreto e verificabile dell'autorità italiana a giudicare; la modifica normativa non ha mutato il principio che non basta il mero collegamento territoriale per bloccare la consegna.
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Prevede la condanna per ricorso manifestamente infondato: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
art. 22, comma 5, legge n. 69/2005
Norma procedurale per gli adempimenti successivi alla decisione sulla consegna; la Corte ha disposto l'inoltro alla Cancelleria per gli adempimenti di competenza.
art. 263, commi 1 e 5, codice penale tedesco (richiamato nel mandato di arresto europeo)
Indica i reati per i quali l'autorità tedesca ha emesso il mandato: associazione finalizzata a reati di truffa e reati connessi. La Corte ha rilevato la competenza funzionale dell'autorità emittente sull'azione penale per quei fatti.
Massime di principio
- La presenza di indagini italiane o il compimento in Italia di "frammenti" di condotta non determina automaticamente il rifiuto della consegna: è necessario dimostrare un concreto e specifico interesse dell'autorità italiana a esercitare la propria giurisdizione sui medesimi fatti.
- Il criterio rilevante è la corrispondenza oggettiva tra le indagini/pendenza in Italia e il fatto oggetto del mandato europeo: occorrono elementi che attestino la volontà concreta di procedere in Italia per lo stesso fatto.
- La competenza funzionale e la chiarezza del mandato di arresto europeo (descrizione dei fatti e esercizio dell'azione penale dall'autorità emittente) rafforzano la posizione dell'autorità richiedente e possono prevalere sull'argomentazione di pendenze in Italia prive di specificità.
- In sede di impugnazione contro la consegna il gravame deve essere preciso e documentato: motivi generici o asserzioni non specificate rischiano l'inammissibilità e la condanna per soccombenza.
- Dal punto di vista strategico, chi intende opporsi alla consegna per pendenza in Italia deve dimostrare con atti e provvedimenti concreti l'esistenza di un procedimento italiano aperto sugli stessi fatti e l'effettiva intenzione dell'autorità italiana di esercitare la propria giurisdizione.
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