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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05439/2026 del 11/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato l'ordinanza del GIP applicativa del sequestro preventivo funzionale alla confisca per presunta carenza di motivazione in ordine al periculum in mora. Il Procuratore deduceva violazione di legge e mancanza/contraddittorietà/manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che il GIP aveva espressamente richiamato e fatto proprie, per relationem, le argomentazioni contenute nella richiesta cautelare del pubblico ministero (tra cui l'ampiezza del quadro indiziario, i profitti della commercializzazione di stupefacenti e condotte di intestazione fittizia di beni a terzi), elementi che giustificavano il periculum in mora e la misura reale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato la legittimità della motivazione per relationem se sussistono tre condizioni (riferimento a un atto legittimo e congruo; dimostrazione che il giudice ha preso cognizione e meditato le ragioni dell'atto richiamato; atto di riferimento conosciuto/ostensibile al momento utile). Nel caso concreto il GIP aveva richiamato espressamente le argomentazioni del PM in ordine alle condotte di interposizione fittizia e al rischio di dissipatione dei beni, per cui la motivazione non era inesistente e il Tribunale del riesame avrebbe potuto legittimamente integrare il profilo ma non dichiararlo radicalmente assente. Di conseguenza la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Catanzaro ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.

Norme richiamate

  • Sezioni Unite, sentenza "Primavera" (21/06/2000)

    Affermata la legittimità della motivazione per relationem a condizione che il provvedimento richiamato sia congruo, che il giudice dimostri di averne preso contezza e che l'atto richiamato sia conosciuto o ostensibile al momento dell'esercizio dei rimedi

  • Sez. 3, n. 3038 del 2024, Emme (Rv. 285747 - 01)

    Principio secondo cui, in tema di impugnazioni cautelari reali, la totale mancanza grafica di motivazione in punto periculum in mora comporta radicale nullità del provvedimento e non è integrabile dal tribunale del riesame; principio richiamato e valutato alla luce del caso concreto

  • Art. 309, comma 9, c.p.p.

    art. 309, comma 9, cod. proc. pen.

    Norma rilevata nel contesto della nullità del provvedimento cautelare quando manchi la necessaria motivazione (richiamata a supporto del principio sulla motivazione)

  • Art. 324, comma 7 e comma 5, c.p.p.

    art. 324, comma 7 e art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Art. 324, comma 7 richiamato nel contesto delle conseguenze per carenza motivazionale dell'ordinanza di sequestro; art. 324, comma 5 utilizzato come base per il rinvio al Tribunale competente per nuovo giudizio

Massime di principio

  • La motivazione per relationem è ammessa se il provvedimento richiamato è legittimo e congruo, il giudice dimostra di averne preso cognizione e l'atto è conoscibile o ostensibile al momento in cui è esercitabile il rimedio.
  • Se il GIP nel provvedimento di applicazione della misura reale richiama espressamente la richiesta del PM e le relative argomentazioni (es. trasferimenti a terzi, interposizioni fittizie, rischio di dissipatione), ciò può bastare a configurare la motivazione in ordine al periculum in mora e rendere legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
  • Il tribunale del riesame non può sanare o sostituire totalmente una motivazione completamente assente; tuttavia, se la motivazione esiste per relationem, il riesame può integrare e valutare il profilo del periculum in mora.
  • Nelle ipotesi in cui beni risultino intestati a familiari o prestanome, tali elementi rafforzano il giudizio sul periculum in mora e giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo della confisca.
  • In sede di impugnazione in Cassazione è utile focalizzarsi sul rispetto delle condizioni della motivazione per relationem e sull'eventuale errata applicazione dei principi che delimitano la possibilità di integrazione da parte del giudice del riesame.

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