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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05427/2026 del 11/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Nicoletti Angelica, proprietaria dell'immobile di Cento (via De Gasperi 13), ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato il riesame del decreto di sequestro preventivo disposto in funzione di confisca diretta ex art. 12-bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74. La ricorrente deduceva che il bene non era sequestrabile perché di sua proprietà e acquisito in buona fede, contestando la qualificazione dell'immobile quale "profitto diretto" del reato tributario ascritto al padre (Nicoletti Stefano) e sostenendo altresì l'ipotesi di una donazione indiretta da parte del padre. Contestava inoltre la motivazione circa il periculum in mora e il rischio di dispersione del bene.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, in quanto soggetto terzo, la ricorrente non possa in sede di legittimità mettere in discussione i presupposti della misura cautelare (art. 325 c.p.p.), potendo dedurre soltanto la propria titolarità effettiva o l'inesistenza di un suo contributo al reato. La Corte ha confermato che, secondo la motivazione del Tribunale, l'immobile era stato acquistato con somme riconducibili al conto personale del padre, alimentate da assegni provenienti dalla società Stand Voip srls, parte del sistema fraudolento; pertanto l'acquisto costituisce diretto reimpiego del profitto del reato. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 12-bis

    la condanna per taluni dei delitti previsti dal d.lgs. n. 74 del 2000 comporta invariabilmente "la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca dei beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto"

    La Corte interpreta l'art. 12-bis nel senso che beni acquistati con somme costituenti profitto del reato costituiscono "profitto diretto" e sono quindi soggetti a sequestro/confisca; chi abbia acquistato a condizioni vantaggiose senza buona fede o potendo conoscere l'origine illecita non è considerato persona estranea al reato.

  • cod. proc. pen., art. 325

    Il terzo che impugna un provvedimento di sequestro preventivo non può contestare i presupposti della misura (fumus commissi delicti, periculum in mora); può soltanto dedurre la propria titolarità effettiva o l'assenza di un contributo personale al reato.

  • cod. proc. pen., art. 606 comma 1, lett. b) ed e)

    La ricorrente aveva invocato violazioni di questo tipo, ma la Corte rileva che tali motivi non sono consentiti in sede di cassazione da parte di un soggetto terzo quando mirano a rimettere in discussione i presupposti della misura cautelare.

  • cod. proc. pen., art. 616

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali della ricorrente.

  • Corte Costituzionale, sent. 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione all'applicazione della misura equitativa (versamento a favore della Cassa delle Ammende) e alla valutazione della colpa nella proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • Il terzo proprietario di un bene sottoposto a sequestro preventivo non può, in sede di cassazione, contestare i presupposti della misura (fumus e periculum): può solo provare la propria titolarità effettiva o l'assenza di un suo contributo al reato.
  • Se risulta che il prezzo d'acquisto dell'immobile è stato versato con somme riconducibili all'autore del reato (es. trasferimenti dalla società o dal conto personale dell'indagato), l'acquisto può essere qualificato come diretto reimpiego del profitto e dunque soggetto a sequestro/confisca ai sensi dell'art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000.
  • La qualifica di "persona estranea al reato" esclude chi ha beneficiato del bene in modo non in buona fede o che ha acquistato il bene a condizioni tali da poter, con la diligenza richiesta, conoscere la sua provenienza illecita.
  • Per contestare efficacemente un sequestro in casi analoghi, il terzo dovrebbe concentrarsi su prove documentali della piena titolarità, dell'autonoma provenienza delle somme impiegate e dell'inesistenza di qualsiasi contributo personale al reato, preferibilmente già in sede di riesame o giudizio di merito.
  • La presenza di elementi che evidenziano operazioni 'artifiziose' o trasferimenti societari verso conti personali poco prima dell'acquisto rafforza il periculum in mora e la valutazione di rischio di dispersione da parte del giudice.

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