Sentenza n. 745/2026 - Catania, Sezione 4
per l’annullamento del provvedimento prot. n. -OMISSIS- del 20 febbraio 2024, con cui la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di -OMISSIS- ha negato il nulla osta paesaggistico richiesto per opere in sanatoria ex art. 32 l. n. 326/2003;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione delle ricorrenti di non avere più interesse alla decisione nel merito. Non è stata quindi esaminata la legittimità del diniego paesaggistico né sono stati valutati i motivi di ricorso. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità e delle circostanze della controversia.
Atto impugnato: diniego di nulla osta paesaggistico richiesto per opere in sanatoria ai sensi dell’art. 32 l. n. 326/2003
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione paesaggistica)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le ricorrenti hanno impugnato il provvedimento con cui la Soprintendenza competente ha negato il nulla osta paesaggistico necessario per opere oggetto di istanza di sanatoria edilizia. Il testo della sentenza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti. Con memoria del 16 gennaio 2026, le ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla definizione nel merito del ricorso.
Norme richiamate
art. 32 l. n. 326/2003
La disposizione è richiamata quale base normativa della richiesta di nulla osta paesaggistico per opere oggetto di sanatoria; la sentenza non ne offre un’interpretazione, poiché il ricorso è stato dichiarato improcedibile.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti e dei soggetti citati nella sentenza.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali, quale fondamento dell’oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito determina l’improcedibilità del ricorso, senza necessità di esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
- Quando il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può compensare integralmente le spese di lite se la peculiarità e le circostanze della controversia lo giustificano.
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