Sentenza n. 1304/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di un ampliamento volumetrico di circa 60 mq, realizzato senza titolo edilizio
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale di demolizione relativa a un ampliamento volumetrico, utilizzabile a fini residenziali e stabilmente integrato nel fabbricato preesistente, deducendo vizi non specificati nel testo della sentenza. Nel corso del giudizio ha presentato un’istanza di accertamento di conformità edilizia.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile, decidendo con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. La presentazione dell’istanza di accertamento di conformità ha consumato l’interesse attuale e concreto alla decisione sull’impugnazione dell’ordinanza sanzionatoria: l’interessato potrà contestare l’eventuale diniego della sanatoria, mentre un eventuale esito positivo potrebbe determinare la cessazione della materia del contendere. Il giudice ha inoltre rilevato che la richiesta spontanea di sanatoria è, in linea di principio, incompatibile con la contestuale pretesa di piena legittimità delle opere, secondo il principio nemo potest venire contra factum proprium. Le spese sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
sentenza ex art. 60 cod. proc. amm.
Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata quando ricorrono i presupposti processuali e le parti sono state sentite.
art. 36 d.P.R. 380/2001
La norma non è espressamente citata nel testo; l’istanza di accertamento di conformità è menzionata senza specificazione della disposizione applicata.
Massime di principio
- La presentazione di un’istanza di accertamento di conformità edilizia è idonea, secondo l’orientamento richiamato dal giudice, a determinare la sopravvenuta carenza dell’interesse attuale e concreto alla decisione sull’impugnazione dell’ordinanza di demolizione, poiché l’interessato può contestare l’eventuale diniego della sanatoria e l’accoglimento dell’istanza può far cessare la materia del contendere.
- La richiesta spontanea di sanatoria edilizia è, in linea di principio, incompatibile con la contestuale pretesa di accertare giudizialmente la piena legittimità delle opere eseguite, in applicazione del principio nemo potest venire contra factum proprium.
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