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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43227/2024 del 27/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza per territorio sollevato dal GIP di Brescia in relazione alla rinnovazione della misura cautelare personale nei confronti di Paolo Luigi Costa: Brescia riteneva di non essere territorialmente competente per taluni capi di imputazione (reati tributari e contro il patrimonio) e indicava come competenti gli Uffici di Bolzano o Padova; il Tribunale di Venezia, invece, in sede di riesame aveva ritenuto che la competenza dovesse essere determinata con riferimento a tutti i reati contestati nel provvisorio catalogo e aveva dichiarato l'incompetenza di Padova in favore di Brescia. La questione verteva sulla rilevanza, ai fini della competenza per territorio, dei reati ascritti esclusivamente a coindagati e sulla applicabilità della connessione teleologica ai fini dello spostamento di competenza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e lo ha risolto affermando la competenza territoriale del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano. La Corte ha aderito al principio secondo cui la connessione teleologica ai sensi dell'art. 12, lett. c), cod. proc. pen. non richiede l'identità degli autori del reato fine e del reato mezzo, purché sia accertato che l'autore del reato mezzo avesse presente la finalizzazione della sua condotta al compimento o occultamento dell'altro reato. Accertata la connessione teleologica tra le violazioni tributarie e di autoriciclaggio ascritte a Costa e i reati di riciclaggio ascritti a coindagati, la Corte ha applicato i criteri dell'art. 16 cod. proc. pen.: tra i reati più gravi (parigravità ai sensi degli artt. 648-bis contestati ai capi 92, 94 e 96) va indicato competente il giudice del luogo dove è stato commesso per primo il reato più grave. Per il caso in esame il reato più risalente (capo 92) è stato contestato come commesso a Bolzano (consumazione iniziata il 18/05/2022), sicché la competenza territoriale è stata attribuita al GIP di Bolzano e gli atti sono stati disposti per la trasmissione a quell'Ufficio.

Norme richiamate

  • art. 12, lett. c), codice di procedura penale

    La connessione teleologica non richiede l'identità degli autori del reato fine e del reato mezzo; è invece necessario che l'autore del reato mezzo abbia avuto presente la finalizzazione della sua condotta al compimento o occultamento di altro reato

  • art. 16, comma 1, codice di procedura penale

    Per i reati connessi la competenza per territorio si determina avendo riguardo al reato più grave; se vi sono reati di pari gravità, si applica il criterio cronologico (competente il luogo del primo reato commesso)

  • art. 28, comma 1, lett. b) e art. 30, codice di procedura penale

    art. 28, comma 1, lett. b); art. 30 c.p.p.

    Norme procedurali che disciplinano la rimessione alla Corte di cassazione degli atti per la risoluzione del conflitto di competenza

  • art. 32, codice di procedura penale

    La Corte deve decidere il conflitto negativo di competenza per territorio, risolvendo la stasi processuale

  • art. 27, codice di procedura penale

    Riferimento alla richiesta di rinnovazione della misura cautelare che ha dato luogo al riepilogo procedurale e alla contestata competenza territoriale

  • art. 111 Cost. e art. 6 CEDU

    art. 111 Cost.; art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Il principio della ragionevole durata del processo non può giustificare il superamento delle norme di competenza: il rispetto delle regole sulla competenza è presupposto della validità e della proseguibilità del processo e della terzietà del giudice

  • art. 648-bis cod. pen. e art. 648-ter.1 cod. pen.

    art. 648-bis c.p.; art. 648-ter.1 c.p.

    Individuazione dei reati di riciclaggio e autoriciclaggio rilevanti nel catalogo delle imputazioni che hanno portato a identificare i reati più gravi ai fini della competenza

  • Sez. U, n. 53390 del 26/10/2017 (giurisprudenza)

    Sez. U, n. 53390 del 26/10/2017

    Precedente richiamato che afferma il principio sulla connessione teleologica senza necessità di identità degli autori, condizione poi ribadita e applicata dal Collegio

Massime di principio

  • Per la determinazione della competenza per territorio in presenza di reati connessi va valutata la connessione teleologica anche con riferimento ai reati attribuiti ai coindagati: non è necessario che gli autori del reato mezzo e del reato fine coincidano
  • Se la connessione teleologica sussiste, la competenza territoriale si stabilisce con i criteri dell'art. 16 c.p.p.: prevale il reato più grave; in caso di pari gravità prevale il reato commesso per primo (criterio cronologico)
  • La Corte di cassazione, nel dirimere un conflitto negativo di competenza, può individuare come competente anche un giudice diverso da quelli che hanno espresso posizioni contrastanti (non è vincolata alle qualificazioni dei giudici in conflitto)
  • Il conflitto negativo è ammissibile quando si determina una stasi processuale insanabile senza intervento della Corte; la Cassazione decide ai sensi degli artt. 28 e 30 c.p.p.
  • Nella verifica della competenza la Corte controlla la contestazione formulata dal pubblico ministero salvo che essa presenti errori macroscopici e immediatamente percepibili; in assenza di tali errori la contestazione e la sua ricostruzione rilevano ai fini della competenza
  • Il rispetto del principio della ragionevole durata del processo non legittima la deroga alle norme di competenza: occorre garantire la correttezza procedurale e l'imparzialità del giudice naturale

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