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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35439/2022 del 22/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato la misura della custodia cautelare in carcere disposta dal GIP, contestando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per associazione a delinquere di stampo mafioso (art. 416-bis c.p.) e per plurime estorsioni aggravate (artt. 628-629 c.p.). La difesa sosteneva che non emergessero elementi idonei a provare un ruolo apicale o anche solo partecipativo nell'associazione, che le intercettazioni fossero travisate e che non vi fossero riscontri della partecipazione di Desio agli episodi estorsivi (tra cui quelli ai danni della ATI COSAP/CO.GE.PA e due supermercati Despar).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il giudizio di merito (GIP e Tribunale del riesame) abbia fornito motivazione adeguata e non manifestamente illogica sulla sussistenza dei gravi indizi, valorizzando conversazioni intercettate, la percezione della cosiddetta "mesata" e dichiarazioni di altri soggetti che riconducevano la partecipazione e il ruolo del Desio nel sodalizio nonché il suo intervento nelle estorsioni. La Corte ha inoltre chiarito i limiti del sindacato di legittimità, affermando che la Cassazione non può rivedere la valutazione dei fatti né sostituirsi al giudice di merito; il presunto travisamento delle prove non è stato dimostrato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma relativa all'associazione di tipo mafioso: la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi di partecipazione e di ruolo apicale, fondandosi su intercettazioni e altri elementi indiziari.

  • artt. 628 e 629 cod. pen.

    Norme in materia di estorsione e aggravanti: la Corte ha ritenuto che le intercettazioni e le dichiarazioni raccolte offrissero indizi sufficienti circa la partecipazione di Desio alle estorsioni contestate.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Regola sui gravi indizi di colpevolezza: la Corte ha ribadito che il sindacato di legittimità è limitato e che la doglianza sull'insussistenza degli indizi è ammissibile in cassazione solo se si denuncia violazione di specifiche norme o manifesta illogicità della motivazione.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Norma sulle esigenze cautelari: richiamata implicitamente nella valutazione della sussistenza delle esigenze cautelari, la Corte ha sottolineato che la valutazione spetta al giudice di merito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna al pagamento di una somma alla cassa delle ammende per ricorso manifestamente infondato o per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità: la Corte ha disposto il versamento di euro 3.000 per i profili di colpa emersi.

Massime di principio

  • La Cassazione non riesamina i fatti: il ricorso contro misure cautelari è ammissibile in cassazione solo se indica violazioni di legge specifiche o manifesta illogicità della motivazione, non per proporre una diversa ricostruzione dei fatti.
  • Per contestare in Cassazione la sussistenza dei gravi indizi occorre documentare palese incoerenza logica o violazione normativa nell'atto motivazionale del giudice di merito, non limitarsi a affermare che esistono valutazioni alternative dei medesimi elementi.
  • Il presunto travisamento delle intercettazioni va dimostrato come errore percettivo (affermazione di fatti inesistenti o negazione di fatti certi), non può essere usato come mezzo per una rivalutazione normale del contenuto probatorio.
  • Nelle indagini su associazioni mafiose, elementi come la percezione continuativa di 'mesate', riconoscimenti da parte di altri affiliati e ammissioni nelle conversazioni intercettate possono costituire gravi indizi idonei a giustificare misure cautelari.
  • Chi impugna deve indicare con precisione le parti dell'atto del giudice di merito che sarebbero illogiche o contraddittorie e, se possibile, riferimenti ad atti processuali che dimostrino la contraddittorietà, altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità e sanzioni ex art. 616 c.p.p.
  • Quando si contestano valutazioni probatorie relative a intercettazioni, è utile focalizzarsi su profili di illegittimità formale o su chiari errori logico-giuridici della motivazione piuttosto che su mera diversità interpretativa.

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