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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19888/2022 del 20/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando senza rinvio la sentenza impugnata perché "il fatto non sussiste". Ha disposto altresì la revoca della confisca dell'arma e la restituzione della stessa all'avente diritto.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Fussi era stato condannato dal Tribunale di Grosseto per il reato di cui all'art. 703 cod. pen. per avere sparato, senza licenza, il 22/04/2019 in Sorano nelle adiacenze di un luogo abitato; il Tribunale ritenne che l'area di tiro, pur nella proprietà della suocera, fosse aperta e prossima a una strada e ad abitazioni con potenziale accesso di terzi, mentre assolse Fussi dall'accusa di porto illegale dell'arma. Fussi impugnò sostenendo che si trovava in un campo recintato, che gli spari erano diretti verso un terrapieno a distanza e che il luogo non era "centro abitato" né in concreto pericoloso per la pubblica incolumità. La Cassazione ha ritenuto che gli spari siano avvenuti "in campagna", in prossimità di una strada rurale e non nei luoghi indicati dall'art. 703 cod. pen.; inoltre non risultò dimostrato un pericolo concreto per un numero indeterminato di persone.

Norme richiamate

  • art. 703 cod. pen.

    la condotta sia compiuta "in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa"

    La norma richiede che lo sparo avvenga in uno dei luoghi espressamente indicati o che esista un concreto pericolo per la pubblica incolumità. Nel caso la Corte ha ritenuto che lo sparo in campagna, vicino a una strada rurale, non rientrasse nelle ipotesi previste e non fosse dimostrato il pericolo concreto per un numero indeterminato di persone.

  • art. 606 c.p.p.

    Norma processuale richiamata per i motivi di ricorso (es. lett. b) e e)): criteri di censura della motivazione e travisamento della prova. Usata quale base formale delle censure, senza essere la norma decisiva sul merito.

  • art. 3 d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada)

    Richiamato dal ricorrente per distinguere i concetti di "centro abitato" e "luogo abitato"; la Corte non ha ritenuto decisiva tale richiamo per affermare la sussistenza del reato.

  • art. 6 L. 22 maggio 1975, n. 152

    Richiamata dal ricorrente in relazione alla confisca; la Corte ha comunque revocato la confisca perché la condanna è stata annullata per non sussistenza del fatto.

  • d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 art. 23, comma 8

    Richiamato processualmente: il Pubblico Ministero ha presentato requisitoria scritta ai sensi di questa norma in Cassazione.

Massime di principio

  • Il reato di cui all'art. 703 cod. pen. richiede che gli spari avvengano in un "luogo abitato" o nelle sue adiacenze, lungo una pubblica via o in direzione di essa; il solo fatto di trovarsi in campagna o vicino a una strada rurale non è automaticamente sufficiente.
  • Per configurare il reato è necessario dimostrare, oltre alla collocazione, il concreto pericolo per la vita o l'incolumità di un numero indeterminato di persone; senza tale prova la fattispecie non sussiste.
  • La presenza della proprietà privata o di un recinto che limiti l'accesso pubblico può essere determinante: se l'area è effettivamente chiusa e non accessibile al pubblico, è più difficile sostenere la sussistenza del reato.
  • La confisca dell'arma è conseguenza della condanna; se la sentenza di condanna è annullata perché il fatto non sussiste, la confisca deve essere revocata e l'arma restituita.
  • In fase di giudizio/procedura penale è importante documentare con precisione lo stato dei luoghi (distanze, recinzioni, vie di accesso, presenza di testimoni) perché la distinzione tra "luogo abitato" e campagna dipende da elementi fattuali concreti.
  • Chi accusa deve provare non solo la condotta (spari) ma anche il requisito territoriale e il requisito del pericolo per la collettività; dubbi o lacune probatorie favoriscono l'imputato.

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