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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12359/2024 del 26/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la conferma della condanna per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale (art. 75, comma 2, d.lgs. 159/2011) articolando tre motivi: (1) vizio processuale per mancata concessione del termine a difesa ai sensi dell'art. 108 cod. proc. pen., eccependo che la nullità non sarebbe stata sanata e poteva essere dedotta in appello secondo gli artt. 178, 179 e 180 c.p.p.; (2) vizio di motivazione in ordine al dolo, sostenendo che l'imputato non era pienamente consapevole delle prescrizioni perché sottoposto alla misura da pochi giorni dopo lungo periodo di carcerazione; (3) vizio di motivazione per mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche in presenza di una condotta accidentale e dovuta a negligenza.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di legittimità ha ritenuto infondati i tre motivi: (1) la questione processuale è stata considerata tardiva e la nullità sanata in base alla giurisprudenza consolidata che richiede l'eccezione tempestiva secondo l'art. 182, comma 2, c.p.p.; (2) la Corte ha confermato che per il reato previsto dall'art. 75, comma 2, d.lgs. 159/2011 è sufficiente il dolo generico e ha ritenuto provata la consapevolezza dell'imputato sia per la notifica e la sottoscrizione del provvedimento sia per la condotta al momento del controllo (allontanamento ingiustificato e presenza con un pregiudicato); (3) la valutazione negativa sulle attenuanti generiche è rimessa al giudice del merito e correttamente motivata, considerati i precedenti e l'assenza di elementi positivi. Conseguentemente la sentenza di merito è confermata: pena di 1 anno, 1 mese e 10 giorni di reclusione, riconoscimento della recidiva e condanna al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 75, comma 2, d.lgs. n.159 del 2011

    Tipicizza la violazione delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale; la Corte ha ritenuto che per la sua integrazione sia sufficiente il dolo generico (consapevolezza delle prescrizioni e volontà di non osservarle).

  • art. 108 cod. proc. pen.

    Prevede il diritto al termine a difesa; la mancata concessione può determinare nullità ma, secondo la Corte, tale nullità va eccepita tempestivamente e può essere sanata se non rilevata nei termini previsti.

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Regola le nullità; la Corte ha richiamato la distinzione tra nullità assolute e relative e la necessità di eccezione tempestiva per quelle a regime intermedio con riferimento alla tutela dell'assistenza difensiva.

  • art. 180 cod. proc. pen.

    Consente di rilevare patologie processuali fino alla deliberazione del grado successivo; la Corte ha però ritenuto che, nel caso concreto, l'eccezione sia stata proposta tardivamente rispetto ai termini per l'eccezione dell'interessato presente in udienza.

  • art. 182, comma 2, cod. proc. pen.

    Fissa il termine entro il quale il difensore presente deve eccepire la nullità; la giurisprudenza di legittimità invocata ha imposto la decadenza se l'eccezione non è sollevata immediatamente.

  • art. 5 cod. pen.

    Disciplina l'errore sul fatto o sulla legge; la Corte ha osservato che l'errata convinzione dell'imputato sul contenuto delle prescrizioni può incidere sul dolo solo nei limiti stabiliti dalla giurisprudenza costituzionale (sent. n.364/1988) e richiede prova rigorosa.

  • sentenza Corte Costituzionale n.364 del 1988

    Indicata come parametro per valutare l'incidenza dell'ignoranza del precetto sulla sussistenza del dolo; l'esclusione del dolo per errore su norma penale è ammessa solo in casi ristretti e comprovati.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Attribuisce al giudice del merito il potere discrezionale di valutare le circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto legittimo l'esercizio negativo di tale discrezionalità in assenza di elementi positivi.

Massime di principio

  • Le nullità processuali collegate all'assistenza del difensore (es. mancata concessione del termine ex art.108 c.p.p.) devono essere eccepite tempestivamente in udienza dal difensore presente: l'omessa eccezione può determinare la decadenza e la sanatoria della nullità.
  • Per il reato di violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale (art.75 d.lgs.159/2011) è sufficiente il dolo generico: è necessario dimostrare la consapevolezza delle prescrizioni e la volontà di incumprire; notifica e sottoscrizione del provvedimento sono elementi forti a carico dell'imputato.
  • L'errata percezione del contenuto delle prescrizioni può escludere il dolo solo in circostanze molto circoscritte e provate; non basta dichiarare confusione o scarso tempo di adattamento dopo la scarcerazione.
  • Le valutazioni sulle circostanze attenuanti generiche rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito e sono difficilmente sindacabili in sede di legittimità se adeguatamente motivate.
  • In giudizio d'appello e in sede di legittimità il ricorso contro questioni di fatto o sulla valutazione della prova incontra limiti: la Corte di Cassazione verifica principalmente la corretta applicazione del diritto e la logicità della motivazione del giudice del merito.
  • Quando il ricorso viene rigettato, è frequente l'imposizione del pagamento delle spese processuali al ricorrente; la presenza di recidiva e precedenti influisce sulla valutazione della personalità e sulla concessione o meno delle attenuanti.

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