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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3930/2022 del 03/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Elton Hylviu ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato la sua richiesta di rescissione del giudicato formatosi a seguito delle sentenze di condanna (Tribunale di Brescia 22/03/2018, Corte d'appello di Brescia 19/12/2018) per il reato di cui all'art. 385 c.p. Denuncia un'erronea applicazione dell'art. 629-bis c.p.p. e un vizio di motivazione per mancata valutazione della effettiva conoscenza del processo. Sostiene che la Corte d'appello ha erroneamente ritenuto provata la conoscenza del procedimento sulla base dell'elezione di domicilio presso un difensore che, in realtà, era difensore d'ufficio o aveva rinunciato al mandato; inoltre rileva l'avvicendamento di più difensori, la detenzione e la successiva scarcerazione con nuova dichiarazione di domicilio, circostanze che rendono verosimile la mancata effettiva conoscenza della "vocatio in iudicium".

La decisione

La Corte di legittimità ha annullato l'ordinanza impugnata per carenza di motivazione. Il Supremo Collegio ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Innaro, Ismail, Lovric) ribadendo che la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini o la mera elezione di domicilio non sono automaticamente prova dell'effettiva conoscenza del processo: va accertata la conoscenza della formale "vocatio in iudicium" e la sussistenza di un rapporto effettivo tra imputato e difensore domiciliatario. Il giudice della rescissione ha ampi poteri di accertamento fattuale e deve valutare se l'assenza sia stata volontaria o dovuta a mancata conoscenza non imputabile all'imputato. Per queste ragioni l'ordinanza è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Brescia per i provvedimenti conseguenti.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    La norma è delineata come rimedio finale del sistema contro la celebrazione del processo in absentia: consente la rescissione del giudicato quando la mancata partecipazione non sia imputabile a volontaria sottrazione dell'imputato. Il giudice della rescissione ha ampi poteri valutativi e l'imputato può allegare e dimostrare l'ignoranza non imputabile del processo.

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Stabilisce presunzioni relative di conoscenza/obblighi d'informazione in specifiche situazioni (es. dichiarazione/elezione di domicilio). Le Sezioni Unite hanno precisato che la presunzione di volontaria sottrazione opera solo in ipotesi circoscritte e non può essere estesa automaticamente a tutte le notifiche apparentemente "rituali".

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    La notifica dell'avviso di conclusione delle indagini non è di per sé sufficiente a dimostrare l'effettiva conoscenza del processo ai fini della legittima celebrazione in absentia; la decisione richiama la necessità della verifica fattuale della conoscenza della "vocatio in iudicium".

  • art. 161, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamata nella giurisprudenza per casi in cui la notificazione della "vocatio in iudicium" avvenga in luogo diverso dal domicilio dichiarato, con possibili effetti di inefficacia rispetto alla conoscenza effettiva dell'imputato.

  • art. 385 cod. pen.

    Norma sostanziale relativa al reato per cui l'imputato era stato condannato; è il titolo della vicenda penale alla base della richiesta di rescissione del giudicato.

  • art. 6 CEDU

    Richiamato come principio sovranazionale: il diritto a un giusto processo impone la certa conoscenza del procedimento da parte dell'imputato e la sua inequivoca volontà di rinunciare a parteciparvi; gli strumenti restitutori devono garantire questa tutela.

  • Sezioni Unite, Innaro (Sez. U., n. 28912 del 28/02/2019)

    Affermata l'importanza della 'conoscenza effettiva' della citazione a giudizio e la limitazione della presunzione di conoscenza nei casi di notifica presso il domicilio indicato solo quando sussista un rapporto che renda ragionevole la conoscenza da parte dell'imputato.

  • Sezioni Unite, Ismail (Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019)

    Ribadisce la centralità della finalità restitutoria degli istituti che tutelano l'imputato involontariamente assente e la possibilità di chiedere la rescissione anche in presenza di notifiche formali se queste siano in concreto inefficaci o nulle.

  • Sezioni Unite, Lovric (Sez. U., n. 15498 del 26/11/2020, dep. 2021)

    Specifica i presupposti e la portata della rescissione del giudicato: il rimedio non è automatico ma il giudice deve valutare in concreto la sintomaticità dei comportamenti dell'imputato e l'effettiva informazione ricevuta.

Massime di principio

  • La mera notifica dell'avviso di conclusione delle indagini (art. 415-bis c.p.p.) non prova automaticamente la conoscenza del procedimento ai fini della legittima celebrazione in absentia: occorre accertare la conoscenza della formale "vocatio in iudicium".
  • L'elezione di domicilio presso un difensore vale a provare la conoscenza solo se è supportata da un rapporto effettivo e continuativo fra imputato e difensore; la sola indicazione formale è insufficiente se il difensore ha rinunciato o era un difensore d'ufficio senza rapporto stabile.
  • La presunzione di volontaria sottrazione prevista in alcune norme (es. art. 420-bis) è relativa e non si applica automaticamente a tutte le notifiche "apparente" regolari; il giudice deve valutare i fatti concreti.
  • Il giudice della rescissione ha ampi poteri cognitivi: può svolgere accertamenti sostanziali per verificare se la mancata partecipazione sia stata dovuta a ignoranza non imputabile all'imputato o a violazioni che ne abbiano impedito l'informazione.
  • Il ricorrente può sempre allegare e provare l'ignoranza non imputabile del processo anche se in precedenza è stata dichiarata l'assenza: gli strumenti restitutori sono volti a garantire i diritti costituzionali e convenzionali (art. 6 CEDU).
  • Fatti quali cambi frequenti di difensore, rinuncia formale del difensore di fiducia, detenzione, scarcerazione e nuova dichiarazione di domicilio sono indici rilevanti che possono far propendere per la mancata conoscenza effettiva del processo.
  • Se vi sono nullità di notifiche che hanno pregiudicato l'informazione sull'esistenza del processo e sulla fissazione dell'udienza, la rescissione del giudicato può trovare applicazione anche dopo una dichiarazione formale di assenza.

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