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Ordinanza

Ordinanza n. 1001/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del Decreto del Ministro dell'Interno di respingimento della domanda volta ad ottenere la cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge 5 febbraio 1992, nr. 91 (K10/-OMISSIS-)

Giustizia amministrativa202601353

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Ministro dell'Interno di diniego della cittadinanza italiana per residenza ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91/1992

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego di concessione della cittadinanza italiana per residenza, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Nell'istanza cautelare ha allegato un pregiudizio grave e irreparabile riferito genericamente a stress emotivo. Il provvedimento evidenzia inoltre che la ricorrente è titolare dal 2020 di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e può quindi continuare a permanere regolarmente sul territorio nazionale, lavorare e godere dei diritti e delle libertà civili in condizioni di parità con il cittadino. Il giudice ha qualificato la posizione azionata come interesse pretensivo, e non come diritto soggettivo.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Nel sommario esame proprio della fase cautelare ha ritenuto insussistente il periculum in mora, poiché il pregiudizio grave e irreparabile non è stato adeguatamente allegato o circostanziato e il generico riferimento allo stress emotivo non è sufficiente. Ha inoltre rilevato che, nelle more del giudizio, la ricorrente conserva un titolo autonomo di soggiorno di lungo periodo UE, che le consente di rimanere in Italia, svolgere attività lavorativa e godere dei diritti civili in condizioni di parità con il cittadino. Il diniego di cittadinanza, quale provvedimento a effetti negativi relativo a un interesse pretensivo, non può essere utilmente sospeso per produrre, in via cautelare, gli effetti propri dell'eventuale provvedimento favorevole richiesto. Le spese della fase cautelare sono state compensate, nonostante il riferimento in motivazione alla soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lettera f), l. 91/1992

    La disposizione costituisce la base normativa della domanda di concessione della cittadinanza italiana per residenza, oggetto del diniego impugnato.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale esaminata dal TAR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, il generico riferimento a stress emotivo, privo di adeguata allegazione e circostanziazione, non dimostra il periculum in mora richiesto per la sospensione del provvedimento impugnato.
  • Il diniego di cittadinanza per residenza, riferito a un interesse pretensivo e non a un diritto soggettivo, è un provvedimento a effetti negativi: la sua sospensione cautelare non può comunque produrre gli effetti sostanziali propri dell'eventuale provvedimento favorevole di concessione.
  • Il periculum in mora può essere escluso quando il diniego di cittadinanza non impedisce allo straniero di soggiornare regolarmente, lavorare e godere dei diritti civili in Italia in virtù di un autonomo permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrere

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