Cassazione Penale, Sentenza n. 48663/2022 del 22/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva rigettato la richiesta di riesame cautelare avverso il sequestro preventivo ai fini di confisca di un cespite immobiliare intestato al ricorrente. Il ricorrente contestava la sproporzione contestata tra i redditi dichiarati e il prezzo di acquisto dell'immobile, deducendo la lecita provenienza delle somme impiegate mediante documentazione bancaria attestante erogazioni da parte del genitore (due accreditamenti e finanziamenti contratti dal genitore) e sostenendo che non vi fosse collegamento tra l'immobile e l'attività illecita contestata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame avesse fornito adeguata motivazione sulla sproporzione tra redditi dichiarati (anche in chiave di nucleo familiare) e prezzo pagato per l'immobile (35.000 euro), sull'insufficienza e l'equivocità degli elementi contabili prodotti (erogazioni documentate pari a 16.500 euro, non idonee a giustificare l'intero corrispettivo e non dimostranti la fonte antecedente o la capacità di restituzione), e sulla rilevanza della contiguità temporale tra acquisto e fatti illeciti. La Cassazione ha inoltre ricordato il limitato sindacato di merito sui provvedimenti cautelari reali. Per tali ragioni ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa per le Ammende.
Norme richiamate
art.240-bis cod. proc. pen.
Norma sul sequestro per sproporzione finalizzato alla confisca: la Corte ha ritenuto che il Tribunale del Riesame abbia correttamente applicato la presunzione iuris tantum di illecita accumulazione e valutato la sproporzione fra valore del bene e capacità reddituale del nucleo familiare, richiedendo prova idonea della lecita provenienza e della possibilità di restituzione dei prestiti.
art.73 DPR 309/1990 (commi 1 e 4)
Norma sostanziale che disciplina i reati in materia di stupefacenti: la imputazione ai sensi di questa norma costituisce il fatto contestato che, insieme al quadro reddituale, ha alimentato il fumus commissi delicti utile alla misura reale.
art.85-bis DPR 309/1990
Riferimento normativo collegato alle misure patrimoniali connesse a reati in materia di stupefacenti; la misura reale è stata adottata in relazione a questo riferimento normativo.
art.12-sexies D.L. 306/1992
Richiamata come disciplina antecedente della ipotesi di illecita accumulazione patrimoniale; la motivazione del Tribunale si è attinta ai principi già delineati da questa disciplina, ora codificati nell'art.240-bis.
art.616 cod. proc. pen.
Norma processuale che stabilisce l'effetto dell'inammissibilità del ricorso e la possibilità di condanna per responsabilità nella determinazione della causa di inammissibilità: la Corte ha applicato tale norma escludendo l'assenza di colpa e irrogando la sanzione pecuniaria.
Massime di principio
- In materia di misure cautelari reali per sproporzione, l'onere di allegazione a carico dell'interessato richiede non solo indicazioni di trasferimenti bancari, ma prove chiare sull'origine lecita delle somme e sulla capacità di restituzione dei prestiti eventualmente ricevuti.
- La verifica della sproporzione deve tener conto non solo dei redditi dichiarati del singolo, ma anche delle consistenze patrimoniali e reddituali del nucleo familiare nel periodo considerato.
- La contiguità temporale tra acquisto del bene e commissione dei fatti illeciti è un elemento rilevante e può rafforzare il giudizio di sproporzione, senza che sia necessario dimostrare un collegamento funzionale diretto.
- In Cassazione il sindacato è limitato a profili di diritto e di motivazione; non è consentito un riesame di merito sulla fondatezza dell'accusa o sulla valutazione probatoria compiuta dal giudice del riesame.
- Per impugnazioni in Cassazione è essenziale confrontarsi puntualmente con la motivazione del provvedimento impugnato; la mancata confutazione specifica può determinare l'inammissibilità del ricorso.
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