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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36938/2025 del 12/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso mira a censurare la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro che aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto dalla difesa contro la condanna pronunciata dal Tribunale di Castrovillari (13/12/2021) per reati connessi a false attestazioni (art.76 D.P.R. 445/2000 e art.483 c.p.). La difesa ha dedotto tre motivi principali: (1) violazione della normativa sull'ammissibilità dell'appello (art.581 e art.591 c.p.p.), sostenendo che l'atto di appello, proposto prima delle modifiche introdotte dal D.Lgs.150/2022, era sufficientemente specifico e doveva essere valutato con minor rigore e in favore dell'impugnazione; (2) eccesso di potere della Corte territoriale che ha valutato la qualità e la fondatezza dei motivi (cioè il merito) invece di limitarsi al controllo formale sulla specificità, giudicando implicitamente le argomentazioni difensive; (3) vizi di motivazione riguardo ai motivi aggiunti, che avrebbero approfondito censure già proposte e non introdotto doglianze nuove. In particolare la difesa aveva contestato: l'assorbimento del reato in fattispecie alternative, l'insussistenza dell'elemento psicologico del reato e dell'elemento oggettivo, la valutazione del trattamento sanzionatorio (richiesta di bilanciamento delle attenuanti e rideterminazione della pena ai sensi degli artt.69 e 133 c.p.) e la mancata applicazione dell'art.131-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che la Corte d'appello non ha correttamente applicato i principi di diritto sulla specificità dell'appello: ha sostanzialmente valutato la fondatezza delle argomentazioni anziché limitarsi al controllo formale richiesto dagli artt.581 e 591 c.p.p. La Suprema Corte ha ricostruito i contenuti dei motivi di appello (assorbimento del reato, assenza dell'elemento psicologico e oggettivo, valutazioni sanzionatorie, richiesto art.131-bis) e ha concluso che essi erano sufficientemente specifici, anche alla luce della scarsità della motivazione del Tribunale che non avrebbe imposto una più ampia articolazione dell'impugnazione. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata ad altra Sezione della Corte d'appello per nuovo giudizio

Norme richiamate

  • D.P.R. 445/2000, art. 76

    Norma sostanziale collegata al reato di false attestazioni; citata come fatto-reato oggetto del processo

  • Codice penale, art. 483

    Norma penale relativa alla falsità ideologica in atti pubblici/privati: indicata quale fattispecie di reato contestata all'imputata

  • Codice di procedura penale, art. 581, comma 1, lett. c)

    Stabilisce l'inammissibilità dell'appello per mancanza di specificità; la Corte ha ricordato il principio che la specificità è richiesta ma proporzionale alla motivazione del primo grado

  • Codice di procedura penale, art. 591, comma 1, lett. c)

    Disposizione collegata ai controlli sulla specificità dell'impugnazione; citata nel quadro delle cause di inammissibilità

  • D.Lgs. 150/2022 (riforma Cartabia)

    Richiamato per segnalare le modifiche all'art.581 (introduzione del comma 1-bis) e per sostenere che l'atto d'appello era stato proposto nella vigenza della disciplina previgente, con conseguente applicazione del principio favor impugnationis

  • Codice di procedura penale, art. 546

    Richiamato nella sistemazione normativa per sottolineare che l'onere di specificità dell'impugnazione è proporzionale alla specificità della motivazione di primo grado

  • Codice di procedura penale, art. 591, comma 2

    Citato nella parte che distingue il controllo di inammissibilità dall'accertamento di manifesta infondatezza, che non compete al giudice dell'appello

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 3

    Richiamato per evidenziare la differenza tra sindacato di ammissibilità in appello e controllo in cassazione o in sede civile; la Corte sottolinea i limiti del controllo di merito in sede di ammissibilità

  • Codice penale, art. 69

    Norma sulle circostanze attenuanti: richiamata nella valutazione sull'opportunità di bilanciamento attenuante/pena in sede di appello

  • Codice penale, art. 133

    Norma sulla determinazione della pena: invocata per sostenere la richiesta di rideterminazione della pena entro limiti più favorevoli

  • Codice penale, art. 131-bis

    Norma sulle misure alternative alla detenzione (es. sospensione condizionale o misure premiali): la difesa aveva invocato la sua applicazione e la Corte di Cassazione ha ritenuto che tale questione fosse stata adeguatamente sollevata

Massime di principio

  • L'inammissibilità dell'appello per aspecificità richiede la mancanza di argomentazione sia intrinseca (assenza di qualificazione delle censure) sia estrinseca (assenza di confronto con il nucleo motivazionale del provvedimento impugnato); non è sufficiente che il giudice di merito ritenga i motivi infondati
  • Il giudice dell'appello non può valutare la manifesta infondatezza dei motivi in sede di esame dell'ammissibilità: il controllo deve essere formale e limitato alla specificità richiesta dagli artt.581 e 591 c.p.p.
  • La specificità richiesta all'appellante è proporzionale alla specificità della motivazione del primo grado: se la motivazione di primo grado è sintetica, non è richiesto che l'appello fornisca analitiche dissertazioni, ma deve comunque indicare con precisione i punti contestati e le ragioni essenziali della censura
  • Motivi aggiunti che sviluppano o approfondiscono censure già proposte non costituiscono in sé motivo di inammissibilità se collegati e rilevanti rispetto alle doglianze originarie
  • In presenza di una disciplina antecedente a modifiche legislative (es. D.Lgs.150/2022), il giudizio di ammissibilità deve tener conto della normativa vigente al momento del deposito dell'impugnazione e, in caso di dubbi, applicare il principio favor impugnationis

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