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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33690/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che li ha condannati per importazione e cessione illecita di tabacchi lavorati esteri (contrabbando di sigarette). SCHENA censura la valutazione probatoria ritenendo insufficiente il rinvenimento di autovetture a lui intestate nei pressi dello sbarco, invocando il principio del 'oltre ogni ragionevole dubbio'. SUMA censura la mancata considerazione dell'assenza di sequestri e di evidenze inequivocabili, l'assoluzione per il reato associativo e dell'alleato SEMERARO, la mancata riqualificazione in illecito amministrativo per mancanza di dati sul quantitativo ceduto, e la motivazione relativa alla recidiva e alla determinazione della pena; chiede inoltre, subordinatamente, l'applicazione delle misure della riforma Cartabia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Quanto a SCHENA, ha ritenuto non meramente indiziale e non insufficiente la prova risultante dall'operazione di monitoraggio: due vetture intestate allo SCHENA erano state rinvenute in prossimità del punto di attracco, una contenente 236,920 kg di t.l.e. e l'altra attrezzata per rifornimento, e un'ulteriore vettura di sua proprietà era stata coinvolta in analoga attività successiva; l'assenza di una alternativa plausibile fornita dalla difesa ha reso la condanna compatibile con il principio dell'al di là di ogni ragionevole dubbio. Quanto a SUMA, il ricorso è inammissibile per mancato concreto confronto con le argomentazioni di merito: risultavano contatti telefonici con l'intermediario e l'utilizzo di una Lancia Delta a lui nella disponibilità nelle fasi decisive; la Corte d'Appello ha altresì correttamente escluso la riqualificazione in illecito amministrativo in presenza di conversazioni che attestavano la cessione di 101 casse; la valutazione sulla recidiva e sulla pena è stata ritenuta congrua e la richiesta di applicazione delle sanzioni sostitutive alla luce della riforma Cartabia è inammissibile in cassazione per le specifiche norme transitorie. I ricorrenti sono condannati alle spese e al versamento di Euro 3000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 291-bis d.P.R. n. 43/1973

    Norma utilizzata per contestare l'introduzione nel territorio dello Stato di tabacchi lavorati esteri; nella fattispecie contestata per importazione di sigarette.

  • art. 533, comma 1, cod. proc. pen.

    Principio del giudizio 'al di là di ogni ragionevole dubbio': la Corte ricorda che la condanna è ammissibile se le ricostruzioni alternative appaiono solo ipotesi remote e prive di riscontro nelle emergenze processuali.

  • d.lgs. n. 150/2022 (riforma Cartabia), art. 71, c.1, lett. a)

    Ha modificato i limiti di applicabilità delle sanzioni amministrative e introdotto norme più favorevoli con efficacia distinta per procedimenti pendenti: la Corte segnala che le disposizioni transitorie limitano l'applicabilità diretta in Cassazione.

  • d.lgs. n. 150/2022, art. 95, c.1

    Norma transitoria che stabilisce che per i procedimenti pendenti in Cassazione l'interessato deve, entro 30 giorni dall'irrevocabilità, proporre istanza al giudice dell'esecuzione per ottenere applicazione di sanzioni sostitutive; perciò non deducibile in Cassazione come motivo autonomo.

  • art. 53 legge n. 689/1981 (richiamata e sostituita)

    Richiamata in relazione alla riforma che ha modificato l'assetto delle sanzioni amministrative; la Corte osserva che la precedente disciplina è stata sostituita e che valgono le regole transitorie del d.lgs.150/2022.

Massime di principio

  • La proprietà o la disponibilità di veicoli trovati in prossimità del luogo di commissione di un reato può costituire elemento probatorio significativo se correlata ad altri elementi di contesto (carico riconoscibile, modalità dell'operazione, ripetizione di episodi simili), e non è necessariamente un indizio isolato sufficiente a impugnare la sentenza senza proporre alternative concrete.
  • Il principio dell'al di là di ogni ragionevole dubbio non esclude valutazioni cumulative di indizi: sono ammissibili condanne fondate su indizi quando le ricostruzioni difensive alternative risultino solo ipotesi remote e prive di riscontri probatori.
  • In cassazione il motivo deve confrontarsi esplicitamente e criticamente con l'argomentazione di merito; doglianze che non incidono sull'argomentazione centrale dei giudici di merito o che si limitano a riproporre questioni già decise risultano inammissibili.
  • Richieste di riqualificazione in illecito amministrativo richiedono di affrontare le evidenze probatorie specifiche (es. dichiarazioni, conversazioni, quantitativi): la mera assenza di sequestro non è di per sé determinante.
  • Le domande di applicazione delle norme più favorevoli introdotte da riforme legislative (es. riforma Cartabia) sono soggette a regole transitorie; in Cassazione l'applicabilità può essere limitata e, se necessario, richiedere istanza al giudice dell'esecuzione dopo l'eventuale irrevocabilità della sentenza.
  • Per contestare efficacemente la recidiva o la determinazione della pena occorre una critica specifica e motivata alla valutazione dei precedenti e alla discrezionalità del giudice: attacchi generici alla gravità della pena hanno scarse probabilità di accoglimento in sede di legittimità.

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