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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19041/2023 del 05/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (fideiussore)

La controversia

La controversia nasce da un decreto ingiuntivo ottenuto da un soggetto che, in qualità di fideiussore, aveva pagato a un terzo creditore una somma di euro 6.400 per un debito di conto corrente della società poi divenuta cedente dell’azienda. Il credito risultava dalle scritture contabili dell’azienda ceduta. Il fideiussore, surrogatosi nei diritti della banca creditrice, ha chiesto il pagamento alla società cessionaria dell’azienda e ai soci illimitatamente responsabili. I ricorrenti hanno proposto tre motivi: con il primo hanno contestato, sotto apparente profilo di violazione dell’art. 2560, comma 2, c.c., l’accertamento della Corte territoriale circa l’esistenza del debito e la sua risultanza dai libri contabili; con il secondo hanno dedotto violazione degli artt. 1322 e 2560, comma 2, c.c., sostenendo che una clausola del contratto di cessione d’azienda escludeva la responsabilità della cessionaria per i debiti pregressi; con il terzo hanno denunciato violazione degli artt. 2467 e 2560, comma 2, c.c., affermando che il pagamento del fideiussore non avrebbe potuto fondare un diritto di surroga o regresso verso la cessionaria, ma solo verso il debitore originario, e che comunque il credito sarebbe stato postergato ai sensi dell’art. 2467 c.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché diretto a ottenere una rivalutazione del merito sull’esistenza del debito e sulla prova documentale; inammissibile il secondo per difetto di specificità del ricorso, non avendo i ricorrenti esposto in modo sufficiente i fatti e le ragioni di diritto rilevanti; infondato il terzo, chiarendo che, quando il fideiussore paga il debito e si surroga nei diritti del creditore, egli subentra nella medesima posizione creditoria della banca, e può quindi agire anche contro il cessionario dell’azienda se il debito è inerente all’esercizio dell’azienda e risulta dalle scritture contabili, ai sensi dell’art. 2560, comma 2, c.c. La doglianza sull’art. 2467 c.c. è stata ritenuta inoltre non adeguatamente argomentata e comunque non idonea a censurare le rationes decidendi della sentenza impugnata. Le spese sono state poste a carico dei ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 2560, comma 2, c.c.

    Il cessionario d'azienda risponde dei debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento se essi risultano dai libri contabili obbligatori; in tal caso il debito è azionabile anche nei suoi confronti.

  • art. 1322 c.c.

    La clausola contrattuale che esclude la responsabilità della cessionaria per i debiti pregressi non è sufficiente, da sola, a superare la disciplina legale richiamata dalla Corte nel caso concreto.

  • art. 366, comma 1, nn. 3, 4 e 6, c.p.c.

    Il ricorso per cassazione deve contenere un'esposizione chiara ed esauriente dei fatti di causa e dei motivi, pena l'inammissibilità per difetto di specificità.

  • art. 1203, n. 3, c.c.

    Il fideiussore che paga il debito del principale debitore si surroga nei diritti del creditore pagato.

  • art. 1949 c.c.

    Il fideiussore che ha soddisfatto il creditore ha azione di regresso/surrogazione nei limiti della posizione creditoria soddisfatta.

  • art. 1950 c.c.

    La sentenza richiama la disposizione nel contesto delle azioni del fideiussore, ma non sviluppa una specifica ratio autonoma su di essa.

  • art. 2467 c.c.

    La censura è stata reputata non decisiva e non adeguatamente argomentata; la Corte esclude che, nel caso concreto, si trattasse di un finanziamento soci o che risultassero provate le condizioni per la postergazione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte dà atto dei presupposti per l'applicazione del contributo unificato aggiuntivo in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità è inammissibile il motivo che, sotto l'apparente denuncia di violazione di legge, mira in realtà a ottenere una nuova valutazione delle prove e dei fatti accertati dal giudice di merito.
  • Il ricorso per cassazione deve soddisfare un rigoroso requisito di specificità: l'esposizione dei fatti e delle ragioni di diritto deve essere sufficiente a consentire alla Corte la completa comprensione della controversia senza ricorrere ad atti esterni.
  • In caso di cessione d'azienda, il cessionario risponde dei debiti aziendali anteriori che risultino dalle scritture contabili obbligatorie; tale responsabilità è compatibile con il fatto che il debitore originario resti obbligato salvo liberazione del creditore.
  • Il fideiussore che paga il debito garantito e si surroga nei diritti del creditore acquisisce la medesima posizione creditoria del soggetto soddisfatto e può quindi esercitarla anche verso il cessionario dell'azienda, quando il credito originario fosse azionabile anche contro quest'ultimo.
  • La postergazione ex art. 2467 c.c. non opera automaticamente su ogni credito collegato a rapporti societari, ma richiede la dimostrazione dei presupposti tipici del finanziamento dei soci e non esclude di per sé l'azionabilità del credito, ove non ne sia provata la ricorrenza.

Come è indicizzato

MaterieMandatoImpugnazioni
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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