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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38565/2025 del 28/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per truffa aggravata pronunciata dal Tribunale di Treviso e confermata dalla Corte di Appello di Venezia. Il ricorso articolava tre motivi: (1) correzione di un errore materiale nel numero di registro della sentenza della Corte d'appello (attribuito 1102/21 anziché 1102/25); (2) estinzione del reato per remissione di querela intervenuta in data 16/04/2025 da parte della persona offesa (Attilio Ruggeri) e accettazione della remissione da parte degli imputati (23/04/2025), allegando anche prova di risarcimento tramite bonifico; (3) mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto), dedotta dalla difesa in relazione alla risipiscenza degli imputati e al risarcimento del danno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il secondo motivo decisivo: è stata accertata la remissione di querela da parte di Attilio Ruggeri il 16/04/2025 e l'accettazione da parte degli imputati il 23/04/2025, nonché l'esistenza di un bonifico per €8.000 eseguito il 10/04/2025. Per questo ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione dei reati per remissione di querela. Ha inoltre disposto che le spese processuali siano poste a carico degli imputati e ha corretto l'errore materiale nel numero di registro della sentenza (correggendo 1102/21 in 1102/25).

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. c), b) ed e) cod. proc. pen.

    Individua i motivi di ricorso per cassazione usati dai ricorrenti (violazione di legge e vizio di motivazione); utilizzato per inquadrare i tre motivi di impugnazione

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa in relazione all'errore materiale indicato nel primo motivo (riguardante la registrazione della sentenza)

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa come norma che consente di correggere errori materiali nella sentenza

  • artt. 129 e 152 cod. proc. pen.

    Invocati in relazione alla declaratoria di estinzione del reato e alle regole sul proscioglimento e sulle decisioni che devono essere rese in ogni stato del processo

  • art. 131-bis cod. pen.

    Richiamato dalla difesa come possibile causa di non punibilità per tenuità del fatto (tenuità/resipiscenza), ma la Corte di Cassazione non si è pronunciata sul merito perché il ricorso è stato deciso per remissione di querela

Massime di principio

  • La remissione di querela da parte della persona offesa, se accettata dagli imputati, determina l'estinzione del reato perseguibile a querela e può condurre all'annullamento della sentenza anche se la remissione interviene dopo la pronuncia della Corte territoriale; è necessario documentare la remissione e l'eventuale accettazione
  • L'accettazione della remissione da parte degli imputati è un requisito operativo: la remissione da sola, senza accettazione quando richiesta, può non produrre gli effetti estintivi
  • Prove documentali (es. attestazioni formali di querela rimessa, dichiarazioni di accettazione, bonifici di risarcimento) sono decisive per la valutazione e possono indurre la Cassazione ad annullare senza rinvio per estinzione del reato
  • Errori materiali nella intestazione o nei riferimenti di una sentenza (es. numero di registro) possono essere corretti dalla Corte di Cassazione quando chiaramente emergenti dagli atti
  • La causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto) può essere prospettata dalla difesa e, in alcuni casi, rilevata d'ufficio; tuttavia se tale questione non è stata adeguatamente enunciata negli atti di impugnazione l'autorità di merito può ritenere la doglianza inammissibile: in ogni caso, quando è presente una remissione di querela intervenuta e valida, questa può rendere superflua la valutazione sulla tenuità
  • Se non vi è diverso accordo tra le parti, le spese processuali restano a carico degli imputati anche dopo l'annullamento per estinzione del reato

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