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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34883/2023 del 13/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (acquirenti)

La controversia

Un soggetto aveva stipulato nel 2006 un contratto preliminare per l’acquisto di un immobile, versando euro 15.000,00 come acconto/caparra al promittente venditore. In seguito il definitivo fu stipulato da sua moglie e dai suoi suoceri, e l’immobile venne destinato ad abitazione familiare. Dopo la separazione coniugale, il promissario acquirente chiese che fosse accertato il subentro dei convenuti nelle obbligazioni nascenti dal preliminare e, in particolare, che gli venisse restituita la somma versata; in subordine invocò l’azione di arricchimento senza causa. I convenuti contestarono di essere subentrati nel preliminare o di aver assunto un obbligo restitutorio, e negarono la sussistenza di un titolo per la ripetizione. In appello il ricorrente censurò la qualificazione della dazione come liberalità/solidarietà familiare e la mancata applicazione delle norme sul contratto per persona da nominare e sul mandato. In cassazione articolò sette motivi: violazione del contraddittorio e del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; errata applicazione delle norme sul contratto per persona da nominare e sul mandato; erronea qualificazione del versamento come liberalità o donazione; violazione delle norme sulla forma della donazione; ulteriori censure sulla qualificazione del preliminare come contratto a favore del terzo e sulla disciplina dell’electio amici; infine, violazione dell’art. 2042 c.c. per il diniego dell’azione di arricchimento.

La decisione

La Corte ha ricostruito la ratio della decisione di merito: la somma era stata versata in un contesto di rapporti familiari, per favorire l’acquisto della casa da destinare a residenza della famiglia, e quindi secondo un intento liberale di solidarietà familiare; mancava la prova di un diverso titolo restitutorio, in particolare di un mutuo o di un obbligo di rimborso. Ha ritenuto inammissibile il secondo motivo perché introduceva in cassazione una questione nuova (la riconduzione al mandato); ha ritenuto inammissibili, per doppia conforme e per difetto di specifica censura della ratio decidendi, le doglianze formulate anche come vizio motivazionale; ha inoltre escluso che il giudice di merito avesse compiuto ultrapetizione, potendo qualificare giuridicamente i fatti. Ha giudicato infondati i motivi relativi alla pretesa liberalità/donazione e alla qualificazione del preliminare, osservando che la Corte territoriale non aveva affermato una donazione in senso tecnico, ma aveva valorizzato l’intento liberale di solidarietà familiare quale causa del versamento. Ha infine confermato il rigetto dell’azione di arricchimento senza causa per difetto del requisito di sussidiarietà, poiché l’azione principale era stata respinta non per assenza originaria del titolo, ma per mancata prova del titolo restitutorio. Il ricorso è stato rigettato con condanna del ricorrente alle spese e all’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2041 c.c.

    L’azione di arricchimento senza causa è esclusa quando la domanda principale è respinta per difetto di prova del titolo restitutorio: in tal caso non può essere usata per superare la mancata dimostrazione del fondamento giustificativo allegato.

  • art. 2042 c.c.

    L’azione di arricchimento ha carattere sussidiario e non è proponibile se l’attore disponeva di un’azione fondata su contratto o altro titolo, ma non riesce a provarne gli elementi costitutivi.

  • art. 1401 c.c.

    Le censure sul contratto per persona da nominare sono state reputate nuove o comunque non decisive rispetto alla ratio della decisione di merito.

  • art. 1402 c.c.

    Richiamato dalle parti per negare o affermare la dichiarazione di nomina; la Corte non ha fondato la decisione sulla disciplina di tale istituto, ritenendola non decisiva nel caso concreto.

  • art. 1403 c.c.

    Il ricorrente ha dedotto la violazione della disciplina sul subentro del terzo, ma la Corte ha ritenuto che la questione non fosse decisiva ai fini del diritto alla restituzione.

  • art. 1404 c.c.

    Richiamato in relazione al contratto per persona da nominare, ma ritenuto non risolutivo della controversia sulla ripetizione della somma.

  • art. 1411 c.c.

    La qualificazione come contratto a favore del terzo è stata esclusa come non decisiva per il tema effettivamente controverso, cioè il diritto alla restituzione della somma versata.

  • art. 1362 c.c.

    L’interpretazione del preliminare deve avvenire anche alla luce del comportamento complessivo delle parti, non del solo dato letterale.

  • art. 769 c.c.

    Richiamato dal ricorrente per contestare la configurabilità di una donazione; la Corte ha chiarito che non si è accertata una donazione tipica, ma una causa di liberalità in ambito familiare.

  • art. 782 c.c.

    La censura sulla forma della donazione è stata ritenuta non pertinente, perché la decisione non ha affermato una donazione diretta soggetta a forma solenne.

  • art. 809 c.c.

    La Corte ha distinto la donazione tipica dalla liberalità indiretta/intentio liberale valorizzata nel caso concreto, escludendo che la mancanza di forma pubblica fosse decisiva.

  • art. 1709 c.c.

    Richiamato in via derivata dalla tesi del mandato, ma la questione è stata ritenuta nuova e inammissibile.

  • art. 1720 c.c.

    Invocato per sostenere il diritto al rimborso delle spese anticipate dal mandatario; la Corte ha escluso l’esame nel merito per novità della questione.

  • art. 112 c.p.c.

    Esclusa la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, perché il giudice può qualificare giuridicamente i fatti allegati senza mutare la domanda.

  • art. 113 c.p.c.

    Il giudice applica la norma di diritto ai fatti dedotti e può individuarne la corretta qualificazione giuridica.

  • art. 101, comma 2, c.p.c.

    La censura di decisione fondata su fatti non discussi è stata respinta; la Corte ha ritenuto che il nucleo fattuale fosse stato devoluto nel contraddittorio.

  • art. 348-ter c.p.c.

    In presenza di doppia conforme sono inammissibili le censure ex art. 360, n. 5, c.p.c. nei limiti previsti dalla norma.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Le doglianze sul vizio motivazionale sono state dichiarate inammissibili anche perché, nella sostanza, miravano a ottenere una diversa valutazione del fatto e una diversa qualificazione giuridica.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    È stato disposto l’obbligo per il ricorrente di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di soccombenza.

Massime di principio

  • In una controversia sulla restituzione di somme versate per l’acquisto di un immobile, il giudice deve individuare il titolo giustificativo dell’attribuzione patrimoniale e, se il titolo restitutorio non è provato, la domanda di ripetizione non può essere accolta.
  • La qualificazione giuridica dell’operazione deve essere compiuta tenendo conto non solo del testo dei contratti, ma anche del comportamento complessivo delle parti e della finalità concreta perseguita.
  • Nei rapporti familiari, i versamenti effettuati per realizzare un progetto di vita comune o per acquistare la casa familiare sono presuntivamente riconducibili a una logica di solidarietà familiare; per ottenerne la restituzione occorre prova rigorosa di un patto di rimborso o di un diverso titolo.
  • Il giudice non incorre in ultrapetizione quando, a fronte dei fatti dedotti, attribuisce loro una diversa qualificazione giuridica rispetto a quella prospettata dalle parti.
  • Le questioni giuridiche nuove, che presuppongono accertamenti di fatto non trattati nella sentenza impugnata, non possono essere introdotte per la prima volta in cassazione senza specifica allegazione della loro deduzione nei gradi di merito.
  • L’azione di arricchimento senza causa ha natura sussidiaria in senso concreto: non è esperibile per colmare la mancanza di prova del titolo posto a base dell’azione principale.

Come è indicizzato

MaterieContratto preliminareInadempimentoImpugnazioniProve
RamiContrattiObbligazioniProcesso civileSuccessioni
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della provaArricchimento senza causaNullitàGiudicato

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