Sentenza n. 471/2026 - Catanzaro, Sezione 1
per l’ottemperanza della sentenza n. 39/2018 della Corte d’Appello di Catanzaro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 39/2018 della Corte d’Appello di Catanzaro, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (creditrice da giudicato)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza sostenendo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito non aveva dato esecuzione alla sentenza n. 39/2018 della Corte d’Appello di Catanzaro, con la quale le erano state riconosciute l’anzianità di servizio e le differenze retributive spettanti. Nonostante la richiesta di pagamento e il decorso del termine di moratoria di centoventi giorni dalla notificazione della sentenza, l’amministrazione è rimasta inerte. È stata quindi chiesta l’esecuzione coattiva del giudicato e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso ritenendo comprovato il perdurante inadempimento dell’amministrazione dopo il decorso del termine di moratoria. Ha ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito di eseguire la sentenza della Corte d’Appello entro sessanta giorni dalla notificazione della decisione. Ha nominato sin d’ora, per l’ipotesi di inutile decorso del termine, un commissario ad acta individuato dal Capo del Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale del Ministero, incaricato di provvedere in via sostitutiva entro ulteriori sessanta giorni dalla comunicazione dell’inottemperanza, compiendo tutti gli atti necessari, comprese eventuali modifiche di bilancio. Le eventuali spese dell’attività commissariale restano a carico dell’amministrazione inadempiente, in applicazione analogica dell’art. 5-sexies, comma 8, della legge n. 89/2001. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 1.286,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
La disposizione fonda l’azione di ottemperanza alle sentenze passate in giudicato e alle altre pronunce esecutive del giudice ordinario, in presenza dell’inadempimento dell’amministrazione.
art. 5-sexies, comma 8, legge n. 89/2001
La previsione, dettata per l’ottemperanza ai decreti decisori emessi ai sensi della legge n. 89/2001, è stata ritenuta applicabile per analogia anche alle altre condanne al pagamento di somme di denaro, con imputazione delle spese dell’eventuale attività commissariale all’amministrazione inadempiente.
art. 1, comma 777, legge n. 208/2015
La disposizione è richiamata quale norma introduttiva dell’art. 5-sexies, comma 8, della legge n. 89/2001.
Massime di principio
- In presenza dell’inerzia dell’amministrazione nell’eseguire una sentenza civile passata in giudicato contenente una condanna al pagamento di somme di denaro, decorso il termine di moratoria di centoventi giorni dalla notificazione della pronuncia, è esperibile l’azione di ottemperanza ai sensi dell’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice amministrativo può assegnare all’amministrazione un termine per adempiere e nominare sin d’ora un commissario ad acta destinato a operare, in via sostitutiva, in caso di ulteriore inadempimento.
- Il commissario ad acta nominato per l’esecuzione del giudicato può essere incaricato di compiere tutti gli atti necessari all’adempimento, comprese le eventuali modifiche di bilancio.
- Le spese dell’eventuale attività commissariale possono essere poste a carico dell’amministrazione inadempiente; l’art. 5-sexies, comma 8, della legge n. 89/2001, pur riferito ai giudizi di ottemperanza relativi ai decreti decisori emessi ai sensi della medesima legge, è applicabile per analogia anche alle altre condanne al pagamento di somme di denaro.
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