Provvedimento AGCM PS12983 del 02/12/2025
ENTIENDE-CONDOTTE CALL CENTER
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha accertato che Entiende S.r.l., call center attivo nella promozione di contratti di telefonia, contattava i consumatori veicolando informazioni non veritiere o fuorvianti sull’identità del chiamante, sul motivo della telefonata e sulla convenienza economica delle offerte. La pratica è stata ritenuta idonea a falsare in misura apprezzabile le scelte dei consumatori, in violazione degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del consumo. È stata quindi vietata la reiterazione della condotta ed è stata irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 120.000 euro.
Entiende S.r.l. – teleselling telefonia con informazioni ingannevoli su identità, finalità del contatto e convenienza delle offerte: pratica scorretta accertata con sanzione
Teleselling ingannevole di contratti di telefonia da parte di Entiende S.r.l.
L’AGCM ha concluso il procedimento PS/12983 nei confronti di Entiende S.r.l., società attiva come call center nel settore della telefonia. Il procedimento è nato da informazioni acquisite d’ufficio e da una segnalazione ricevuta tramite piattaforma di whistleblowing, con successive ispezioni presso le sedi della società.
Soggetti coinvolti e origine dell’istruttoria
Entiende S.r.l. è stata qualificata come professionista ai sensi dell’art. 18, comma 1, lett. b), del Codice del consumo. La società ha dichiarato di operare come agente monomandatario per TIM e di svolgere una fase iniziale di contatto telefonico, seguita da un back-office che verifica i dati e la volontà del consumatore prima dell’invio della proposta contrattuale a TIM. Nel procedimento sono intervenute anche le associazioni Codici e Codacons.
Condotte contestate
L’Autorità ha esaminato una pratica di teleselling basata su script e messaggi utilizzati dagli operatori per contattare i consumatori e indurli a concludere nuovi contratti di telefonia. In particolare, ai consumatori veniva prospettato:
- di essere contattati dall’ufficio amministrativo o dal servizio clienti del proprio gestore;
- che la tariffa in corso fosse in scadenza e che il rinnovo avrebbe comportato condizioni molto più onerose;
- che fosse necessario passare temporaneamente a un altro operatore per poi rientrare come nuovo cliente e ottenere tariffe più vantaggiose.
Gli script prevedevano inoltre indicazioni per gestire eventuali obiezioni dei consumatori e per occultare, in verifiche successive, la reale origine e finalità della chiamata.
Elementi raccolti e riscontri istruttori
L’AGCM ha valorizzato una pluralità di elementi probatori:
- script cartacei e digitali rinvenuti nelle sedi di Napoli, Caserta e Aversa;
- documentazione interna dedicata alla formazione degli operatori;
- chat whatsapp tra operatori e consumatori, coerenti con le indicazioni degli script;
- dichiarazioni di un dipendente che ha descritto la pratica come basata sulla prospettazione dell’imminente scadenza del contratto e della maggiore onerosità del rinnovo;
- la segnalazione iniziale pervenuta nel novembre 2024.
La società ha sostenuto che gli script usati fossero quelli approvati da TIM e ha contestato l’utilizzabilità di parte del materiale acquisito, ma l’Autorità ha ritenuto tali difese non decisive, rilevando la riconducibilità degli script a Entiende e la loro diffusione generalizzata presso le sedi ispezionate.
Inquadramento giuridico e scorrettezza della pratica
Secondo l’AGCM, la condotta integra una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del consumo. Le informazioni fornite ai consumatori risultavano non rispondenti al vero, inesatte o incomplete su profili decisivi per la scelta commerciale:
- identità del chiamante;
- scopo effettivo del contatto;
- condizioni economiche del contratto in essere;
- caratteristiche e convenienza dell’offerta prospettata.
La pratica è stata ritenuta idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio, inducendolo a cambiare operatore o a sottoscrivere un nuovo contratto sulla base di presupposti falsati.
Difese del professionista e valutazione dell’Autorità
Entiende S.r.l. ha sostenuto che non vi fosse una pratica scorretta ma, al più, un singolo disservizio, e che comunque la conclusione del contratto finale fosse gestita direttamente da TIM. L’Autorità ha respinto tali argomentazioni, osservando che la condotta era sistematica e organizzata e che la finalizzazione negoziale da parte di TIM non escludeva l’idoneità delle informazioni ingannevoli a orientare la decisione del consumatore.
È stata inoltre ritenuta irrilevante la cessazione consensuale del rapporto di agenzia con TIM avvenuta dal 1 agosto 2025, poiché successiva e non idonea a incidere sulla valutazione della pratica già posta in essere.
Sanzione e criteri di quantificazione
Ai sensi dell’art. 27, comma 9, del Codice del consumo, l’AGCM ha irrogato a Entiende S.r.l. una sanzione amministrativa pecuniaria di 120.000 euro. Nella quantificazione sono stati considerati:
- il carattere particolarmente insidioso della pratica;
- i possibili pregiudizi per i consumatori, inclusi costi di recesso o doppia fatturazione;
- l’ampia diffusione, con 149.532 utenti contattati tra il 1 gennaio e il 22 maggio 2025;
- la durata della violazione, almeno da novembre 2024 al 1 agosto 2025;
- la dimensione economica del professionista, con ricavi 2024 pari a circa 3,5 milioni di euro e utile di circa 38 mila euro.
Provvedimento finale e adempimenti
L’Autorità ha vietato la reiterazione della pratica commerciale scorretta. La sanzione deve essere pagata entro 30 giorni dalla notificazione del provvedimento; in caso di ritardo si applicano gli interessi di mora e, nei casi ulteriori, la maggiorazione prevista dalla legge n. 689/1981. Il provvedimento è soggetto ai rimedi di impugnazione davanti al TAR Lazio o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Punti principali
Professionista e contesto dell’attività
Entiende S.r.l. svolge attività di call center per la promozione di contratti di telefonia. La società ha dichiarato di operare come agente monomandatario per TIM, ma dagli atti è emerso che i contatti telefonici erano utilizzati per proporre anche offerte riferite ad altri operatori o servizi, con una struttura organizzata di teleselling e back-office.
Condotta contestata e modalità operative
L’Autorità ha ricostruito una pratica consistente nel contattare i consumatori presentandosi come ufficio amministrativo o servizio clienti del gestore, prospettando la scadenza della tariffa in corso e un imminente aumento di prezzo non vero, così da indurre l’utente a migrare verso una nuova offerta. Gli script acquisiti prevedevano anche istruzioni per occultare, in eventuali controlli successivi, la reale dinamica della chiamata e per dissuadere contestazioni del consumatore.
Elementi probatori e diffusione della pratica
La scorrettezza è stata desunta da script cartacei e digitali rinvenuti nelle sedi ispezionate, da chat whatsapp aziendali con i consumatori, da dichiarazioni rese da un dipendente e dalla segnalazione pervenuta tramite whistleblowing. La pratica non è stata qualificata come episodio isolato, ma come condotta sistematica e organizzata. Nel periodo 1 gennaio-22 maggio 2025 i consumatori contattati sono stati 149.532.
Valutazione giuridica dell’AGCM
L’AGCM ha ritenuto la condotta contraria agli artt. 20, 21 e 22 del Codice del consumo, perché fondata su informazioni ingannevoli relative a elementi essenziali della decisione commerciale: identità del professionista, scopo della telefonata e condizioni economiche dell’offerta vigente e di quella proposta. La pratica è stata considerata idonea ad alterare la libertà di scelta del consumatore medio nella decisione se attivare un nuovo contratto o cambiare fornitore.
Esito e sanzione
Il provvedimento ha vietato la reiterazione della pratica commerciale scorretta e ha irrogato a Entiende S.r.l. una sanzione amministrativa pecuniaria di 120.000 euro. Nella quantificazione sono stati considerati la gravità intrinseca della pratica, la sua ampia diffusione, la durata almeno da novembre 2024 al 1 agosto 2025 e la dimensione economica del professionista.
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