Provvedimento AGCM PS12982 del 02/12/2025
MY PHONE-CONDOTTE CALL CENTER
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl procedimento PS12982 riguarda My Phone S.r.l., call center che promuove contratti di telefonia per conto di TIM. L’Autorità ha esaminato una segnalazione secondo cui un contatto telefonico sarebbe stato svolto da un sedicente tecnico che si presentava a nome del gestore, inducendo il consumatore a cambiare fornitore e rimandandolo a una landing page riconducibile a My Phone. All’esito dell’istruttoria, tuttavia, AGCM ha ritenuto non sufficienti gli elementi raccolti per provare l’uso di modalità decettive o informazioni ingannevoli e ha dichiarato che sono venuti meno i motivi per provvedere ai sensi del Codice del consumo.
My Phone S.r.l. – teleselling telefonia con presunte informazioni ingannevoli su identità del chiamante e convenienza delle offerte: non scorrettezza accertata
My Phone S.r.l. – teleselling telefonia e presunte informazioni ingannevoli
Il procedimento PS12982 riguarda la società My Phone S.r.l., attiva nel call center e nel teleselling di contratti di telefonia per conto di TIM. L’istruttoria è stata avviata a seguito di una segnalazione che lamentava una chiamata ingannevole da parte di un sedicente tecnico e il successivo rinvio a una landing page riconducibile al professionista.
Origine del procedimento e quadro fattuale
L’AGCM ha avviato il procedimento sulla base di informazioni acquisite e di una segnalazione ricevuta nel novembre 2024, ipotizzando una possibile violazione degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del consumo. Sono state svolte ispezioni presso la sede di My Phone S.r.l. a Marano di Napoli e sono state acquisite memorie e riscontri difensivi del professionista.
Condotte contestate
La contestazione riguardava il contatto dei consumatori per promuovere contratti di telefonia attraverso informazioni ritenute ingannevoli circa:
- l’identità del chiamante;
- l’oggetto della telefonata;
- la convenienza economica delle offerte prospettate.
Secondo la segnalazione, il consumatore sarebbe stato chiamato da un soggetto che si presentava come tecnico del proprio gestore e che, falsamente, sosteneva l’impossibilità di risolvere un problema di linea, suggerendo il passaggio a un altro operatore.
Modalità operative emerse dall’istruttoria
Dalle dichiarazioni rese da My Phone è emerso che la società opera come agente di TIM per la promozione telefonica di offerte consumer. L’acquisizione dei contatti avverrebbe tramite inserzioni pubblicitarie sui social network e landing page dedicate, nelle quali l’utente inserisce i propri dati e acconsente al ricontatto.
I contatti vengono poi richiamati dagli operatori, che forniscono chiarimenti sull’offerta. Se il cliente manifesta interesse, i dati vengono raccolti nella c.d. Fase 1 e inseriti nei sistemi TIM nella c.d. Fase 2, per avviare l’attivazione tramite digital confirmation o firma con OTP. La società ha inoltre riferito che le telefonate non sono registrate e che non esistono linee guida scritte, ma solo indicazioni orali e, sporadicamente, script forniti dal committente.
Valutazioni dell’Autorità sulla pratica commerciale
L’Autorità ha concluso che nel corso dell’istruttoria non sono emersi elementi sufficienti a dimostrare che My Phone adottasse modalità decettive per veicolare informazioni ingannevoli ai consumatori contattati. In particolare:
- non sono stati rinvenuti script volti a orientare gli operatori verso condotte ingannevoli;
- non sono stati acquisiti elementi idonei a confermare quanto descritto nella segnalazione;
- gli script trovati erano linee guida del committente e risultavano privi di criticità.
Di conseguenza, l’AGCM ha escluso la violazione degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del consumo.
Esito del procedimento
Il provvedimento si conclude con la dichiarazione che sono venuti meno i motivi per provvedere ai sensi del Codice del consumo. Non è stata quindi accertata alcuna pratica commerciale scorretta e non risultano irrogate sanzioni o disposte misure correttive.
Punti principali
Professionista, attività svolta e origine del procedimento
My Phone S.r.l. opera come call center e agente di TIM per la promozione telefonica di contratti di telefonia destinati alla clientela consumer. Il procedimento è stato avviato a seguito di una segnalazione pervenuta nel novembre 2024 e di informazioni acquisite dall’Autorità, con ipotesi di violazione degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del consumo.
Condotta contestata e modalità operative del teleselling
La contestazione riguardava la presunta diffusione di informazioni ingannevoli circa l’identità del chiamante, l’oggetto della telefonata e la convenienza delle offerte. La segnalazione descriveva una chiamata da parte di un presunto tecnico che sosteneva, falsamente, l’irrisolvibilità di un problema di linea e suggeriva di passare ad altro fornitore, inviando poi un link a una landing page riconducibile a My Phone. Dalle acquisizioni istruttorie è emerso che My Phone raccoglie i contatti tramite inserzioni social e landing page, ricontatta i consumatori interessati, acquisisce i dati nella c.d. Fase 1 e li inserisce nei sistemi TIM per l’attivazione in Fase 2.
Valutazioni dell’Autorità sulla scorrettezza
AGCM ha rilevato che nel corso dell’istruttoria non sono emersi elementi sufficienti a provare che My Phone svolgesse il teleselling con modalità decettive o che orientasse gli operatori a veicolare informazioni ingannevoli. Non sono stati rinvenuti script idonei a supportare la tesi della segnalazione; al contrario, sono state trovate linee guida del committente prive di criticità. Per questo l’Autorità ha escluso, allo stato, la configurabilità di una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del consumo.
Esito finale del provvedimento
Il provvedimento conclude che sono venuti meno i motivi per provvedere ai sensi del Codice del consumo. Non risulta quindi applicata alcuna sanzione, né adottata una misura inibitoria o un accertamento di scorrettezza.
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