Cassazione Civile, Sentenza n. 11035/2014 del 20/05/2014
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (erede)
La controversia
Il padre delle parti era deceduto senza testamento. La figlia ricorrente aveva convenuto in giudizio le sorelle e il fratello chiedendo la collazione delle attribuzioni effettuate dal padre in vita, la ricostruzione della massa ereditaria, l’accertamento della lesione della quota di legittima e la divisione. Il padre aveva acquistato nel tempo immobili con denaro proprio, intestandoli ai figli. Il Tribunale di Alba, sezione distaccata di Bra, con sentenza non definitiva del 14 ottobre 2008, aveva assoggettato a collazione un terreno in comproprietà tra tre figlie e il fabbricato sovrastante, rigettando le restanti domande di collazione. La Corte d’appello di Torino, con sentenza del 19 novembre 2010, aveva dichiarato soggetti a collazione diversi acquisti immobiliari, ma, quanto al terreno acquistato nel 1974 con denaro del padre e intestato a tre figlie, aveva limitato la donazione indiretta al terreno, escludendo il fabbricato costruito successivamente, pur ritenendo che la costruzione fosse stata finanziata dal padre. Con il primo motivo la ricorrente ha denunciato la violazione dell’art. 737 c.c., sostenendo che, considerate le modalità sostanziali dell’operazione e lo scopo perseguito dal padre, anche l’edificio dovesse essere identificato come oggetto della donazione indiretta. Con il secondo motivo ha dedotto extrapetizione, affermando che la Corte d’appello aveva accolto un’eccezione diversa da quelle poste a fondamento dell’appello delle sorelle. Con il terzo motivo ha denunciato la violazione degli artt. 123-bis disp. att. c.p.c. e 347 c.p.c., lamentando che la Corte territoriale non avesse acquisito o richiesto il deposito dei fascicoli documentali mancanti, benché fosse pendente il giudizio di primo grado relativo alla sentenza non definitiva. Con il quarto motivo ha censurato la motivazione per non avere considerato che i documenti avrebbero potuto trovarsi nei fascicoli depositati presso il giudice di primo grado. Un fratello aveva proposto ricorso incidentale condizionato.
La decisione
La Corte ha accolto il primo motivo: la Corte d’appello non poteva escludere in astratto che l’edificio fosse l’oggetto della donazione indiretta solo perché la costruzione era successiva all’acquisto del terreno e la proprietà era stata acquistata per accessione. Occorre valutare gli aspetti sostanziali dell’operazione, l’interesse a donare e lo scopo ultimo del disponente, verificando se l’impiego del denaro per la costruzione fosse diretto a far conseguire alle figlie l’immobile, anziché il denaro. Il secondo motivo è rimasto assorbito. Il terzo e il quarto motivo sono stati dichiarati inammissibili: la ricorrente non aveva indicato specificamente, come richiesto dall’art. 366, n. 6, c.p.c., quali contratti di compravendita fossero contenuti nei fascicoli richiamati; inoltre, non aveva censurato la statuizione secondo cui la qualificazione come donazione indiretta di compravendite immobiliari richiede la produzione del contratto scritto. È rimasto assorbito il ricorso incidentale condizionato del fratello. La sentenza è stata cassata limitatamente alla censura accolta, con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Torino, anche per le spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
art. 737 c.c.
in tema di donazione indiretta, con riguardo alla vicenda dell’edificazione, con denaro del genitore, su terreno intestato a figli (a seguito di precedente donazione indiretta), il bene donato può ben essere identificato, non nel denaro, ma nello stesso edificio realizzato senza che a ciò sia di ostacolo l’operatività dei principi sull’acquisto per accessione -, tutte le volte in cui, tenendo conto degli aspetti sostanziali della vicenda negoziale (nella specie alternativamente indicata dal giudice del merito come appalto o come contratto a favore di terzi) e dello scopo ultimo perseguito dal disponente, l’impiego del denaro a fini edificatori sia compreso nel programma negoziale perseguito dal genitore donante.
Ai fini della collazione, quando il genitore finanzia la costruzione su un terreno già intestato ai figli, il bene donato può essere l’edificio e non il denaro impiegato. La qualificazione dipende dalla sostanza della vicenda negoziale e dallo scopo perseguito dal disponente; il principio dell’accessione non esclude di per sé tale ricostruzione.
art. 123 disp. att. c.p.c.
l’art. 123 disp. att. cod. proc. civ. impone al giudice dell’impugnazione avverso sentenza non definitiva, per la cui decisione sia necessaria l’acquisizione di documentazione (prodotta da una delle parti e depositata nel proprio fascicolo nel giudizio pendente per l’emissione della sentenza definitiva), di ordinare alla parte di produrre copia della suddetta documentazione, potendo trarre le conseguenze derivanti dal mancato esame di quella documentazione solo nel caso in cui la parte stessa non abbia provveduto alla richiesta produzione.
Nel giudizio di impugnazione contro una sentenza non definitiva, se la decisione richiede documenti prodotti nel fascicolo del giudizio ancora pendente per la sentenza definitiva, il giudice dell’impugnazione deve ordinarne la produzione e può trarre conseguenze dalla mancata disponibilità dei documenti solo dopo che la parte non abbia adempiuto all’ordine.
art. 366, n. 6, c.p.c.
la ricorrente, in violazione della regola di cui all’art. 366, n. 6, cod. proc. civ., non indica specificamente se, all’interno del fascicolo documenti, vi fossero i contratti di compravendita richiesti dalla Corte d’appello.
Il ricorrente per cassazione deve indicare in modo specifico i documenti rilevanti e precisare se e quali atti siano contenuti nei fascicoli richiamati; il generico rinvio al fascicolo documentale non soddisfa l’onere di specificità.
art. 1350 c.c.
non basta che i contratti di compravendita, costituenti ipotesi di donazioni indirette, siano pacificamente esistenti, stante la necessità della forma scritta ad substantiam
Quando l’accertamento della donazione indiretta richiede di qualificare una compravendita immobiliare, la mera pacifica esistenza del negozio non sostituisce la produzione del contratto scritto, richiesta dalla forma ad substantiam.
Massime di principio
- Nell’edificazione finanziata dal genitore con denaro proprio su un terreno già intestato ai figli, l’oggetto della donazione indiretta può essere l’edificio realizzato e non il denaro speso, se gli aspetti sostanziali dell’operazione e lo scopo del disponente mostrano che l’impiego delle somme era diretto a procurare ai figli l’immobile. L’acquisto per accessione non impedisce, da solo, tale qualificazione.
- Per individuare l’oggetto della liberalità indiretta occorre ricostruire il programma negoziale e il risultato di arricchimento perseguito dal disponente, senza fermarsi alla forma dei contratti utilizzati né identificare automaticamente la donazione con il denaro uscito dal patrimonio del disponente.
- Nel ricorso per cassazione, il richiamo generico a un fascicolo di parte non è sufficiente a individuare i documenti posti a fondamento della censura: il ricorrente deve specificare se e quali atti vi siano contenuti.
- Nel giudizio di impugnazione contro una sentenza non definitiva, quando la decisione dipende da documenti depositati nel fascicolo del giudizio ancora pendente per la sentenza definitiva, il giudice dell’impugnazione deve ordinare alla parte interessata di produrne copia prima di trarre conseguenze dalla loro mancata acquisizione.
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